Lutto
La Faggyt deposita il reclamo
Contro la decisione del giudice per l’estromissione dall’affitto dell’Eurosak
PORCARI. La Faggyt Italia presenta ricorso in tribunale alla decisione del giudice delegato di revocare l’affittanza dell’Eurosak all’azienda. L’istanza sarà vagliata il 31 agosto dal giudice Carmine Capozzi. E una decisione è attesa anche sul ricorso presentato dalla famiglia Colombini al tribunale che chiede di poter tornare in possesso nell’immediatezza dell’Eurosak conseguenza della sentenza della corte d’Appello di Firenze che revoca il fallimento e omologa il concordato preventivo.
Per gli ex titolari della storica azienda di Porcari la sentenza deve ritenersi immediatamente esecutiva. Ma il ricorso in Cassazione presentato dal giudice delegato Giacomo Lucente e dalla Conai (Consorzio Nazionale Imballaggi) sospenderebbe l’esecutività della sentenza. Intanto operai e maestranze vivono nell’incertezza e chiedono un incontro al Prefetto per fare in modo che, sino a quando non ci sarà chiarezza, possa proseguire in continuità l’esercizio provvisorio.
Intanto ieri all’ora di pranzo si è tenuta l'assemblea sindacale nello stabilimento di via Capannori. Le parti sociali, in comunicato congiunto, hanno chiesto a Selene di presentare un piano industriale. «Ad oggi non ci è mai pervenuto e la sua discussione ed eventuale approvazione da parte delle maestranze non è mai avvenuta – scrivono Cgil e Cisl - le organizzazioni sindacali hanno preso atto delle decisioni del tribunale sull’asta e hanno chiesto alla Selene di presentare in forma scritta un piano industriale che andava discusso con le lavoratrici e i lavoratori dell’Eurosak. Vogliamo ricordare che senza il mandato diretto delle lavoratrici e dei lavoratori le organizzazioni sindacali non possono né discutere né approvare nulla di ciò che riguarda l’Eurosak. Non possiamo prendere parte ad una disputa giuridica tra le parti. Gli interlocutori in questo caso sono la curatela fallimentare e il tribunale di Lucca. Se altri sono in possesso di sentenze o documenti ufficiali che attestino che sono loro i proprietari dell’azienda si presentino alle parti sociali per discutere il futuro dei lavoratori Eurosak. E’ con rammarico che prendiamo atto che in questa triste storia ci sia chi strumentalmente mette i lavoratori l’uno contro l’altro e che lavora esclusivamente per i suoi interessi personali». Pierotti (Csil) e Rossi (Cgil) precisano inoltre che «non c'è nessun accordo da firmare con Selene in Assoindustria e l’unico incontro con l'azienda che si è aggiudicata l'affittanza è avvenuto il 4 giugno agli industriali con la presenza della curatrice fallimentare e le RSU Eurosak».
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