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Lucca

Indagato per appropriazione indebita

Indagato per appropriazione indebita

Commercialista denunciato dalle titolari di una pasticceria: non avrebbe versato imposte e contributi per 100mila euro

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LUCCA. Rischiano l’infarto quando, dopo aver chiesto l’estratto dell’importo delle cartelle esattoriali ad Equitalia, si sentono rispondere che avrebbero dovuto pagare per mancato versamento di imposte, tasse e contributi previdenziali una cifra che si aggira sui 250mila euro. E la situazione non migliora di molto quando, dopo ulteriori accertamenti, l’importo tra interessi di mora, ritardati o omessi pagamenti risulta essere di circa 100mila euro. «Com’è possibile?» si dicono le due sorelle titolari della pasticceria Marinella a Monte S. Quirico. Elena e Stefania Andreoni scoprono i mancati versamenti quasi per caso. Dopo essersi rivolti a una società che si occupa delle gestione del personale. I responsabili della ditta le invitano a fare quell’accertamento ad Equitalia prima di accettare l’incarico della gestione dei dipendenti della pasticceria.

Dal 2001 sino al dicembre 2010 - data della scoperta dei mancati versamenti Inps, Iva e Irpef - l’intera contabilità era gestita da un commercialista di fiducia che provvedeva ad effettuare i versamenti contributivi e previdenziali legati all’attività commerciale delle sorelle. Un professionista che, stando all’accusa, non avrebbe svolto il mandato affidatogli: effettuare i versamenti e i pagamenti di quanto dovuto attraverso gli assegni che le sorelle avevano sottoscritto. Una volta revocato il mandato al commercialista le titolari della nota pasticceria si sono rivolte alla polizia giudiziaria della Guardia di Finanza in servizio in procura per denunciare l’accaduto. È passato un anno e mezzo e il commercialista in questione - Lorenzo Consani con studio professionale in via Romana - risulta iscritto nel registro degli indagati con l’accusa di appropriazione indebita aggravata e falso in scrittura privata. Perché le fiamme gialle, stando all’accusa, avrebbero scoperto l’esistenza di alcuni documenti arrecanti le firme contraffatte delle due commercianti. Firme con le quali, sempre

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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