Il Tirreno

Lucca

L’INSEGNANTE AGGREDITA VERBALMENTE AL LICEO CLASSICO

«Se il genitore si scusa rinuncio alle vie legali»

di Domenico Tani

LUCCA. «Se da parte del genitore arrivassero delle scuse pubbliche e motivate sia nei miei confronti che verso tutto il corpo docente e la scuola tutta, forse potrei evitare di procedere a vie...

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LUCCA. «Se da parte del genitore arrivassero delle scuse pubbliche e motivate sia nei miei confronti che verso tutto il corpo docente e la scuola tutta, forse potrei evitare di procedere a vie legali».

Lo dice nel corso di una conferenza stampa, la professoressa del liceo classico “Macchiavelli”, che la scorsa settimana è stata aggredita ed ingiuriata verbalmente da un genitore.

L’uomo si è scagliato contro la professoressa con parole pesanti ed offensive perché la figlia che frequenta la quarta ginnasio è stata rimandata a settembre in latino. La conferenza stampa è stata indetta dal preside Vittorio Barsotti e dal vice preside Alessandro Giuntoli, insieme alla professoressa per stigmatizzare quanto accaduto.

Alla docente è arrivata la solidarietà di tutto il corpo docente, delle associazioni sindacali e da molti genitori.

«La scuola – ha tenuto a sottolineare il preside – svolge un ruolo importantissimo nell’educazione dei giovani. È un presidio di democrazia scolastica che svolge il suo ruolo con dignità e fermezza senza lasciarsi intimorire da certi comportamenti».

La consegna delle schede scolastiche di fine anno, è stato fatto notare, è un momento importante perché permette al docente di spiegare al genitore e all’alunno il percorso scolastico fatto insieme. Si spiegano le eccellenze e le debolezze dello studente e nella stragrande maggioranza dei casi i genitori apprezzano i suggerimenti.

«Un cinque in latino – dice il preside Vittorio Barsotti – non vuole essere punitivo, ma solo sottolineare che c’è bisogno di migliorarsi per affrontare con maggiore serenità il prossimo anno scolastico. Chi vuole intimorirci deve assumersi le proprie responsabilità cosciente del fatto che non siamo deboli. La scuola pubblica è forte e si batte con onestà per difendere la democrazia della scuola e il diritto allo studio di tutti gli studenti».

Non è il primo caso di comportamenti pesanti da parte di genitori nei confronti del corpo docente. Vicende da stigmatizzare accadono anche in alcune scuole dell’obbligo.

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