La manifestazione
Tenucci rinnova tutti i negozi
Il piano di patron Umberto: «Non chiudo ma investo. È il mio modo per ridare slancio a una città addormentata»
LUCCA. Le voci della possibile chiusura di uno dei cinque negozi della famiglia Tenucci si erano sparse nelle ultime ore. Ma Umberto Tenucci, da 48 anni nel commercio, patron di una famiglia che da cinque generazioni (e 152 anni, dato che la fondazione del primo negozio risale al 1860) vive e lavora nel tessuto commerciale della città e della provincia, smentisce. «Nessuna chiusura - afferma deciso -; le vendite straordinarie in atto nei miei negozi sono propedeutiche a un progetto di ristrutturazione di tutti quanti».
I negozi della famiglia Tenucci in città sono quattro più l’outlet (fuori città, c’è anche il negozio di Viareggio), tutti quanti nel pieno di un’operazione di vendita straordinaria contraddistinta da un logo che occupa le vetrine intere. “The only sale”, tradotto come “L’unico sconto”, è la scritta che si evidenzia in campo nero da cui spiccano il logo di Tenucci, un accessorio per uomo e uno per donna (come si può vedere sulle due vetrine in via Fillungo, su quella lungo il tratto di strada fra la piazzetta dell’Arancio e via Fillungo, sulla vetrina in via Beccheria).
«Darò una rinfrescata a tutti i miei negozi - annuncia il patron Umberto -. In momenti difficili come quello che stiamo attraversando, ho pensato che bisognava essere un esempio. Invece di chiudere, ho deciso di investire in ristrutturazioni: è il mio modo di contribuire a ridare slancio a una città che si è addormentata».
Le voci sulla possibile chiusura riguardavano il negozio più giovane in via Fillungo: quello al civico 81, di fronte a quello storico al civico 54. Ma patron Umberto rimarca con forza. «Il tempo della vendita straordinaria e poi, più in qua, terrò i negozi chiusi qualche settimana per ristrutturazione - continua -. I lavori saranno di sicuro completati entro l’estate. Vogliamo presentarci all’appuntamento del Settembre lucchese con la ristrutturazione completata».
Tanto entusiasmo potrebbe essere foriero di progetti ancora più in grande per il futuro? Patron Tenucci lascia aperte le porte. «Non si sa mai. Potremmo aprire nuovi negozi, avere bisogno di più personale. Nel doman non v’è certezza - cita da Lorenzo Il Magnifico -. Intanto speriamo di resistere».
Negli ultimi tempi, però hanno desistito vari negozi nel centro storico. Il problema ha un comune denominatore: la crisi, che porta via il lavoro, riduce la capacità di spesa e rallenta l’economia, rischiando di ingessarla. Ci sono vetrine note ormai spoglie in via Buia, chiusure a macchia di leopardo in tutto il centro storico. Un malessere che colpisce soprattutto i negozi di vicinato, come dimostra anche l’impennata di cassa integrazione in deroga di questa prima parte di anno, più che raddoppiata rispetto a tutto il 2011. Intanto le catene, che hanno occupato tanta parte dei negozi in via Fillungo, cercano personale. Ad esempio Calzedonia, come riporta l’annuncio sulla vetrina: gli interessati possono inviare il curriculum usando il modulo digitale su www.cluni.net.
Barbara Antoni
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