Sicurezza
Mercato, ritorno in San Michele
Ambulanti in fermento: aspettano che il Comune si confronti con le Belle Arti
LUCCA. Non faranno nuove serrate. Adesso sono disposti ad aspettare purché il progetto si realizzi: quello di tornare, con gli stand, in piazza San Michele.
Gli ambulanti dei mercati storico di San Michele (quelli storici del settembre lucchese e di Natale, a cui - più di recente - s è aggiunto il mercato di Pasqua) sono soddisfatti che il clima sia cambiato. «Adesso - spiega Stefano Tinunin, uno dei componenti del comitato degli ambulanti - ci aspettiamo che la nuova amministrazione, che si è già dimostrata aperta al dialogo, valuti bene i punti. Noi siamo fiduciosi».
Di recente, gli ambulanti hanno chiesto al nuovo assessore al commercio Giovanni Lemucchi di valutare a fondo la questione di San Michele, sede storica della fiera prima e del mercato poi ma, da ottobre 2011, vietata alle bancarelle, perché la pavimentazione è rovinata. I sigilli li ha messi la Soprintendenza. E potrebbe scioglierli solo se la pavimentazione venisse rifatta ex novo.
La vicenda però non si è fermata qui. I mercati, da Natale 2011 in poi, sono stati trasferiti in piazza Napoleone. Ma gli ambulanti sono andati su tutte le furie quando, a Natale, il posto dei loro banchi sul sagrato di San Michele è stato occupato da un presepe di grandi dimensioni. Non l’hanno digerita e hanno fatto una serrata a Pasqua, quando hanno disertato il mercato.
Il 2012, come spiega Tinunin, «scade la concessione decennale del mercato in San Michele. Ma la legge regionale prevede che le concessioni vengano rinnovate in automatico. Confidiamo oggi che la nuova amministrazione prenda contatti con la Soprintendenza per capire se potrebbero esserci i margini, con strutture più leggere, di tornare sulla piazza. Non ci aspettiamo che avvenga nel 2012; se il risultato fosse buono, si può anche attendere»,
Da parte sua l’assessore Lemucchi ha già preso conoscenza della questione. «Sto cercando di capire - dice - se usando precauzioni i banchi possono tornare sulla piazza. Dovrò incontrarmi con la Soprintendenza, dando per scontato, comunque, che prima o poi i lavori sul sagrato dovranno essere fatti». (b.a.)
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