Il Tirreno

Lucca

Il museo Lu.c.c.a si apre alla ristorazione d’autore

di Ilaria Bonuccelli
Il museo Lu.c.c.a si apre alla ristorazione d’autore

Il 28 giugno Cristiano Tomei, titolare de L’Imbuto a Viareggio, inaugura un locale fra le opere d’arte contemporanea

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LUCCA. Non sa se lo intriga di più l’idea di realizzare piatti ispirati alle opere d’arte o la possibilità di far cenare i commensali nelle sale espositive. Un bicchiere di vino in una mano e lo sguardo incollato a un quadro, a una foto, una scultura. A 38 anni, Cristiano Tomei - guru della ristorazione versiliese - si lascia sedurre da Lucca. In particolare dalla possibilità di fondere la propria cucina con l’arte. Creazione allo stato puro, al Lu.c.c.a, il museo d’arte contemporanea nel centro storico. Per questo lascia Viareggio, il suo locale - L’Imbuto - e si lancia in un’operazione che non sembra avere precedenti «almeno in Italia»: creare un ristorante in simbiosi con un museo.

Niente a che vedere - precisa subito Tomei - con le caffetterie che si trovano in quasi tutti i musei del mondo «come un’entità staccata dagli spazi delle esposizioni. Al Lu.c.c.a il ristorante e il museo saranno una cosa sola», due facce della stessa arte, in un certo senso. «Di fronte all’offerta del direttore del museo, Maurizio Vanni - ammette Tomei - non ho potuto resistere. Da tempo mi faceva la corte: ogni volta che veniva a cena a Viareggio, mi chiedeva di spostarmi a Lucca. Alla fine è arrivato con un progetto che mi ha conquistato: quello di fondere due forme d’arte. Che poi saranno anche tre o quattro, se si considerano la musica e la recitazione. Non è un caso che Vanni è riuscito a coinvolgermi anche in uno spettacolo teatrale in programma a luglio a Pontedera, per la rassegna “Undici lune”. A volte ci penso: io, un ristoratore, su un palcoscenico».

Il locale è ancora in fase di allestimento. Ma per il 28 giugno, in occasione dell’inaugurazione di una nuova grande mostra, sarà aperto anche il locale di Tomei. Un doppio vernissage, anche se il ristorante sarà funzionante a pieno regime dal giorno successivo.

Sarà previsto un “light lunch”, un menu per un pasto leggero per il pranzo dei visitatori e poi la sera - spiega Tomei - solo «tre offerte di possibili cene, senza menu alla carta. Questo è il mio stile e Vanni mi ha lasciato carta libera».

Che museo e ristorante sono parte dello stesso viaggio all’interno dell’arte sarà chiaro sin dall’ingresso a palazzo Boccella, il palazzo cinquecentesco che ospita le mostre di artisti contemporanei. «Già nella zona biglietteria -conferma Cristiano Tomei - ci saranno alcuni tavoli e una zona bar. Poi, mano a mano che ci si addentra nel museo, questa fusione sarà più evidente. Non sappiamo ancora con esattezza quanti tavoli metteremo: sicuramente saranno molto curati».

L’arte a tavola. E’ la parte del progetto che intriga di più il ristoratore viareggino. «La mia cucina - spiega - sarà ispirata anche dalle opere d’arte esposte. I colori, le atmosfere espresse dai capolavori si ritroveranno anche in tavola. In alcune serate speciali, poi, a un numero ristretto di commensali sarà data la possibilità di cenare all’interno delle sale espositive, circondati dalle opere d’arte. In quelle serate, Vanni racconterà i quadri, le sculture, le installazioni, potendo contare anche sulla suggestione della musica».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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