La manifestazione
«Il 30 giugno togliamo il disturbo»
Con la chiusura dell’esercizio provvisorio il manager Carlesi lascia
PORCARI. Due settimane importanti per decidere il destino dell’Eurosak dopo la decisione della corte d’Appello di Firenze di omologare il concordato preventivo e revocare il fallimento decretato dal tribunale fallimentare di Lucca dopo il no all’omologa della Conai (Consorzio Nazionale Imballaggi) che, con tanto di sentenze, sosteneva di essere creditore privilegiato e non chirografario di Eurosak e quindi di aver diritto ad ottenere, come da accordo concordatario, oltre il 97% del credito vantato (quasi 8 milioni di euro) anzichè il 12%.
Da una parte giudice delegato e Conai che, con il ricorso in Cassazione, bloccano di fatto la possibilità che l’azienda rientri nella disponibilità dei vecchi proprietari. Dall’altra la famiglia Colombini decisa, in virtù della sentenza che i suoi legali ritengono essere immediatamente esecutiva, a tornare in possesso quanto prima dell’Eurosak e poter definire il concordato preventivo. In attesa di conoscere il destino dell’importante ditta di imballaggi che ha più di 50 anni il coadiutore, dottor Ivano Carlesi, fa sapere che il 30 giugno - data di scadenza dell’esercizio provvisorio - lascerà l’Eurosak. «Anche se me lo chiedesse il giudice - sostiene - non proseguirei. Sono disgustato da quanto è accaduto. Ringrazio per l’esperienza avuta il giudice delegato Lucente e la curatrice Del Prete. Con tutta onestà in questi cinque mesi mi sono impegnato a fondo affinchè l’azienda producesse utili e potesse uscire da una situazione d’impasse molto delicata. Adesso sarà importante salvaguardare l’occupazione perché i posti di lavoro sono un bene prezioso».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
