Il dolore
I dipendenti Co.I.Met chiedono maggiore rispetto
BARGA. Sono arrabbiati i 31 dipendenti della Co.I.Met, l'azienda di San Pietro in Campo impiegata nella vendita e manutenzione di impianti per la compressione, decompressione e trattamento del gas...
BARGA. Sono arrabbiati i 31 dipendenti della Co.I.Met, l'azienda di San Pietro in Campo impiegata nella vendita e manutenzione di impianti per la compressione, decompressione e trattamento del gas metano che ha recentemente chiuso i battenti. Anche se i giudici del tribunale fallimentare hanno dato l’ok al concordato preventivo dell’azienda nominando come commissario giudiziale il ragionier Pier Luigi Landi e fissando l’assemblea dei creditori in tribunale l’11 ottobre prossimo, la situazione resta buia.
«I lavoratori si trovano a casa, in cassa integrazione straordinaria a 700 euro al mese, soldi anticipati dalla Provincia con un speciale accordo con la Cassa di Risparmio di Lucca, e e alla fine del 2012 si troveranno disoccupati e senza lavoro e con famiglie da mantenere, c’è poco da essere felici e contenti - tuonano gli operai per voce di Giacomo Saisi, segretario provinciale Uilm (Uil) Lucca e Rsu della ditta -. Va bene, il concordato preventivo è stato accordato e i lavoratori saranno considerati creditori privilegiati e verrà retribuito loro il 100%, ma percepiranno ciò che loro appartiene. Abbiamo anche letto che l’azienda modenese (la Gas Compression Service) si impegna a riassumere i lavoratori Co.I.MeT. Allora lo faccia sapere e lo renda noto anche alla Rsu e alle parti sociali che non sono al corrente di questa notizia». (c.p.)
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