Il Tirreno

Lucca

Alla scuola media Carlo del Prete è record di bocciati con il 15,7%

di Flavia Barsotti
Alla scuola media Carlo del Prete è record di bocciati con il 15,7%

Sono extracomunitari la maggior parte degli studenti che adesso dovranno ripetere l’anno Va meglio negli altri istituti con il primato dei promossi che appartiene alla Custer de Nobili

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LUCCA. Tempo di scrutini: anche quest'anno è corsa ai tabelloni per verificare l'ammissione alla classe successiva. Non sono stati troppi gli studenti respinti nelle scuole secondarie di primo grado della nostra provincia, ma il record è stato, sicuramente, quello della Carlo del Prete di Sant'Anna. Sarà infatti circa il 15,7 % sul totale degli alunni iscritti, a dover ripetere l'anno: una cifra considerevole, costituita soprattutto da alunni stranieri. La preside non commenta, poiché impegnata, in questi giorni, negli esami di Stato delle terze, ma il dato è comunque rilevante, confrontandolo con quello degli altri istituti di Lucca.

«Da noi tutto si è svolto in maniera lineare. - ha commentato Mauro Dovichi, vicepreside della scuola media Leonardo Da Vinci - I numeri parlano da soli: il quadro presenta una situazione regolare, infatti non ho notato cospicue differenze rispetto all'andamento generale dello scorso anno».

Circa 5,7% è stata la percentuale degli allievi fermati nell'istituto di San Concordio, mentre l'1,7% quella della sede Domenico Chelini di San Vito. «Le scuole medie hanno il compito di fornire la base per la vita. - ha affermato Gabriella Nanini, preside della Carducci con circa il 2,5 % di alunni bocciati - E' nostro impegno valutare accuratamente caso per caso, affinché tutti gli studenti si dimostrino preparati ad affrontare dignitosamente quello che avverrà una volta terminato questo percorso».

Circa il 3,1 % degli alunni, non sono stati invece ammessi all'anno successivo nella scuola media di Mutigliano, contro il 4,6 % di quella di Ponte a Moriano. Il primato per il maggior numero di promossi appartiene, invece, alla scuola media Custer de Nobili, dove soltanto due allievi delle classi prime, non sono stati ammessi, su un totale di 334 studenti in tutta la struttura.

Il numero è di poco inferiore a quello dello scorso anno, quando, secondo i dati forniti dallo stesso istituto, tre furono i ragazzi respinti nelle prime e soltanto uno nelle terze. In linea di massima, la politica didattica è sempre la stessa: è risultata la seconda, la classe più impegnativa, lo scoglio più difficile da oltrepassare, il momento in cui si tende a bocciare di più.

Questo perché, come hanno spiegato alcuni presidi delle scuole sopra citate per tutto il primo anno si cerca di adottare la linea della comprensione, di dare la possibilità agli alunni di essere valutati più a fondo, di farsi conoscere e di ambientarsi in una realtà del tutto diversa da quella delle elementari. Mentre, una volta raggiunta la terza e compiuta la scrematura, si suppone che i ragazzi abbiano sviluppato un grado di maturità e competenza tale da poter affrontare il mondo delle scuole superiori.

Intanto, sono in corso, proprio in questi giorni, gli esami di Stato: lunedì si terrà l'ultima verifica scritta prima dell'inizio delle interrogazioni, la tanto discussa e criticata prova Invalsi. Ma molti professori sostengono che non ci saranno considerevoli cambiamenti nella situazione appena descritta e le percentuali non dovrebbero subire sostanziali mutamenti.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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