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Imu, sconti sulle aree edificabili in teoria

Imu, sconti sulle aree edificabili in teoria

Il Comune studia aliquote agevolate per i terreni dove non si può costruire per esaurimento delle volumetrie

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LUCCA. Aliquote agevolate dell’Imu per i terreni edificabili solo sulla carta. Come anticipato dal sindaco Alessandro Tambellini nel filo diretto con i lettori del Tirreno, il Comune si è messo al lavoro per capire se è possibile applicare un’aliquota ridotta per i terreni sui quali non è possibile costruire perché è esaurita la volumetria o perché il piano strutturale non consente interventi.

La questione è annosa. Centinaia di contribuenti per anni hanno pagato l’imposta sul terreno fabbricabile anche se non avevano costruito nulla o se, per disposizioni urbanistiche, non potevano edificare. L’Imu, però, consente ai Comuni di correggere questa stortura. E proprio ieri c’è stato un incontro fra l’assessore alle finanze, Antonio Sichi, il dirigente dell’urbanistica, l’architetto Mauro Di Bugno, il ragioniere capo Serafino Turturici e il responsabile del settore tributi, Roberto Valdrighi. La richiesta dell’amministrazione comunale ai funzionari è chiara: verificare a quale introito il Comune dovrebbe rinunciare se decidesse di abbassare l’aliquota sui terreni che sono fabbricabili solo in teoria.

L’obiettivo. E’ quello indicato dal sindaco nei filo diretto con i lettori: rendere più equa la politica tributaria del Comune. «Finora - evidenzia l’assessore al bilancio, Antonio Sichi - molte persone hanno pagato per un diritto di cui non hanno usufruito perché impossibilitati. Basta pensare alle persone che non possono più costruire sul proprio terreno edificabile perché altri hanno costruito troppo fino a superare i limiti di volumetria imposti dal piano strutturale, costringendo il Comune a congelare le nuove edificazioni». Il problema è emerso con forza già nel 2008 a Lucca e quindi sono almeno 4 anni che molti proprietari di terreni edificabili pagano l’Ici e oggi l’Imu con un’aliquota alta pur non potendo sfruttare il valore dell’area. «Abbiamo avviato questa riflessione - aggiunge Sichi - anche perché le rendite dei terreni edificabili sono aumentate, nonostante sia impossibile costruirci sopra».

Aliquote agevolate. Il principio alla base delle verifiche in corso è semplice: applicare un’aliquota minima se sul terreno edificabile non si può costruire nulla; applicare un’aliquota un po’ più alta (ma inferiore a quella ordinaria dei terreni fabbricabili) se è esaurita solo una parte della capacità edificatoria: se, ad esempio, non si può più costruire una casa, ma si può realizzare ancora un negozio.

Il terreno resta edificabile. Anche se venisse applicata l’aliquota ridotta, il terreno resterebbe edificabile. Almeno fino al prossimo piano strutturale che deciderà se e come recuperare la possibilità di costruire. Una volta che gli strumenti urbanistici consentiranno di riprendere a costruire, l’aliquota sui terreni edificabili verrà di nuovo alzata.

Ilaria Bonuccelli

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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