Sicurezza
Vaibus chiede 3,6 milioni agli enti locali
Proposta transazione a 3,4 milioni: Lucca ne paga 2 e si garantisce il servizio fino a settembre. Chiusi tutti i contenziosi
LUCCA. Il buco c’è e va ripianato. E’ la condizione di base per avere il trasporto pubblico fino all’autunno. L’accordo sul tavolo è semplice: gli enti locali pagano a Vaibus gli arretrati - 3,4 milioni invece dei 3,6 reclamati - e la società prosegue il servizio fino al 30 settembre. Rinunciando anche a tutti i contenziosi in piedi. Cosa succederà dal 1° ottobre in poi è tutto da vedere: molto dipenderà da quello che lunedì sera deciderà il consiglio comunale. Anche se l’indicazione dell’amministrazione è di andare verso l’ingresso di Clap nel Cttn, il consorzio di trasporti della Toscana nord, insieme alle aziende di Pisa (Cpt), di Livorno (Atl), di Prato e di Pistoia.
Il contenzioso . Il problema è di trovare un accordo con Vaibus per non far fermare gli autobus. A monte di tutto c’è il ritardo con il quale la Regione ha gestito la gara per affidare il trasporto pubblico. Infatti, il contratto di Vaibus - società composta da Clap, Lazzi e Club che ha vinto la prima gara comprensoriale in provincia di Lucca - è scaduto a fine 2010. Dal 1° gennaio 2011 gli enti locali hanno imposto a Vaibus «mediante atti d’obbligo» di continuare il servizio. Vaibus ha obbedito per non rischiare una denuncia per interruzione di pubblico servizio, però, al tempo stesso, ha impugnato tutti gli atti d’obbligo davanti al Tar. Inoltre, ha chiesto un compenso per il trasporto pubblico più alto di quello proposto al momento della prima gara d’appalto.
Il conto. Il conto presentato da Vaibus per i servizi resi dal 1° gennaio 2011 al 30 giugno 2012 ammonta a 3,6 milioni. Gli enti locali hanno, però, incaricato la Tages società cooperativa di verificare la fondatezza di queste richieste. Il risultato è stato che per la Tages nel 2011 la compensazione per oneri aggiuntivi ammonta a 2.456.647 euro ai quali si devono aggiungere 977.782 euro per il primo semestre 2012. In questo conto sono compresi il servizio extraurbano provinciale, a carico della Provincia; il servizio extraurbano regionale a carico della Regione; il servizio urbano di Lucca a carico del Comune di Lucca e il servizio urbano di Viareggio a carico del Comune del capoluogo versiliese.
La transazione. Per eliminare i contenziosi e proseguire il servizio, gli enti locali propongono a Vaibus di accettare 3,4 milioni (più Iva) invece dei 3,6 milioni. Considerando che il Comune di Lucca ha già corrisposto a Vaibus 467.581 euro come oneri aggiuntivi per il servizio del 2011, dovrebbe ancora pagare alla società 2 milioni più Iva; la Provincia dovrebbe pagare 1,3 milioni (più Iva) e il Comune di Viareggio 100mila euro. La Provincia ha già approvato questa transazione. Ora tocca al Comune di Lucca che lunedì porta la pratica in consiglio comunale. Se l’accordo non verrà siglato entro la fine del mese, la transazione si considererà decaduta.
Il servizio estivo. L’accordo prevede anche che Vaibus prosegua il servizio dal 1° luglio al 30 settembre. Tuttavia «gli atti di obbligo per questo periodo saranno imposti dagli enti locali subordinatamente ai finanziamenti della Regione». Linee e corse, dunque, saranno condizionate dai soldi che stanzierà Firenze.
Le prospettive. Il consiglio comunale di lunedì dovrà esprimersi su come e a quali condizioni far proseguire il servizio di trasporto pubblico locale. Le ipotesi illustrate dal sindaco alla conferenza dei capigruppo sono due: o ricapitalizzare Clap o entrare a far parte del Cttn con il quale partecipare alla gara regionale per il servizio. La prima ipotesi non sembra percorribile, non fosse altro per lo sforzo economico che richiede. La delibera che andrà in consiglio comunale, quindi, propone di dare come indirizzo a Lucca holding (la spa che controlla le partecipazioni pubbliche) quello di votare per l’ingresso nel Consorzio trasporti Toscana nord.
La delibera di indirizzo deve essere approvata per forza lunedì, visto che l’assemblea dei soci di Lucca Holding è in programma per martedì. Se, quindi, la holding lucchese entrerà nel Cttn dovrebbe avere circa il 10-12% delle quote del nuovo consorzio e il diritto a esprimere un membro nel consiglio di amministrazione, al pari delle altre società.
Le polemiche. Non mancano le polemiche per la situazione. Soprattutto perché esisterebbe un verbale dell’assemblea di Clap del giugno 2011 nel quale si denuncia la situazione di difficoltà dell’azienda. Per un anno, però, la vicenda è stata trascinata, nonostante il presidente di Clap fosse espressione del Comune diLucca. E oggi - è l’accusa del centrosinistra e anche di Governare Lucca - il Comune deve risolvere un problema che si è aggravato proprio perché non affrontato per tempo. Quando era chiaro che il disavanzo era inevitabile.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
