Il Tirreno

Lucca

Toscana economia

Da Fosber e Pcmc la ricetta vincente per poter crescere

di Alessandro Petrini
Da Fosber e Pcmc la ricetta vincente per poter crescere

L’esempio delle imprese che alla congiuntura negativa hanno risposto sia contenendo i costi, sia con investimenti

4 MINUTI DI LETTURA





LUCCA. Vincere la crisi si può. Se è vero che la fase recessiva investe tutti i settori dell’economia in maniera trasversale, è vero anche che riuscire a ripartire prima degli altri fa tutta la differenza del mondo in un mercato globalizzato in cui la concorrenza interna, ma soprattutto quella straniera ed extracomunitaria, tengono il fiato sul collo delle aziende di casa nostra. Il segreto è razionalizzare e tagliare ma non smettere mai d’investire, sia in tecnologia sia in capitale umano.

Non solo tagli. Un dato interessante da tenere d’occhio è il margine operativo e basta dare un’occhiata al rapporto dell’Osservatorio bilanci della Camera di commercio per rendersi conto che in testa alle classifiche di settore ci sono società che hanno scelto di seguire questa strada e che ora ne stanno raccogliendo i frutti scegliendo di continuare a investire. Per Massimo Braccini, segretario della Fiom di Lucca, un caso emblematico è la Fosber di Monsagrati, leader nel mercato degli ondulatori completi. Qui lavorano 230 dipendenti e nella parte centrale della crisi non si è mai smesso di puntare sul personale e sulla valorizzazione della loro professionalità.

«Nel momento di flessione dei mercati anche qui si è fatto ricorso alla cassa integrazione ma l’azienda ha sempre rinnovato tutti i contratti in scadenza perché ha scelto di non disperdere le capacità dei propri lavoratori. Il risultato è che in tutto è stata assunta una trentina di lavoratori e ora l’azienda gode di buona salute».

Si investe sul personale. L’altro caso di scuola è la Pcmc Italia Paper Converting di Diecimo, in pratica la divisione italiana di una multinazionale che ha sede a Green Bay, nel Wisconsin. «Anche in questo caso dopo il periodo di flessione produttiva si è brillantemente ripreso a lavorare puntando sul personale e sugli investimenti tecnologici anche durante la crisi». All’interno dell’azienda infatti si è fatto proprio lo slogan “lavorare meno, lavorare tutti” proponendosi poi come modello per i sindacati di gestione delle situazioni più critiche.

L’esempio dei dirigenti. «Si sono rivolti a noi – prosegue Braccini – e insieme abbiamo valutato insieme che il momento negativo non avrebbe dovuto portare ai licenziamenti. Così si è proseguito sulla strada della riduzione dell’orario di lavoro a fronte del mantenimento delle professionalità grazie anche all’utilizzo della cassa integrazione. I primi a fare sacrifici poi sono stati i dirigenti che hanno rinunciato ad alcuni premi e privilegi e questo è stato un segnale importante che in poco tempo a permesso di superare lo stallo e di riprendere a crescere».

Una scelta anche coraggiosa visto che i nuovi contratti sono stati firmati assieme alla Fiom di Lucca e che l’azienda ha continuato ad applicare il contratto nazionale della Fiom Cgil in una stagione in cui le aziende preferivano applicare contratti separati. «In poche parole si è continuato a garantire i diritti dei lavoratori – conclude Braccini –. Siamo orgogliosi perché questo mix di condizioni, unito ai segnali positivi che sono arrivati dall’intero settore delle macchine per il cartario, ha fatto capire che la crisi si può superare continuando a investire e mantenendo i diritti».

Si punta sui giovani. E in questo momento di difficoltà è il settore cartario a fare la parte del leone. Valter Fattore, segretario provinciale della Fistel-Cisl, a parlare della Cartiera Lucchese, l’azienda che da tempo investe sul nostro territorio che ha recentemente acquisito il marchio Tenderly. Dopo la parentesi negativa che il gruppo ha attraversato con la mancata autorizzazione alla realizzazione della centrale a biomasse nello stabilimento di Diecimo, il gruppo ha dovuto attraversare un processo di riorganizzazione interna. «Abbiamo avuto processi di mobilità con dimissioni incentivate il cui approdo finale era la pensione – spiega Fattore –. In pratica nessuno è stato lasciato solo e si è data la possibilità di andare in pensione a chi volesse farlo in anticipo. Per farlo è stato avviato un percorso sicuro con incentivi piuttosto importanti che hanno permesso di confermare la forza lavoro più giovane». E ora l’azienda ha ripreso a investire con interventi importanti che ne consolidano il ruolo di leader nel mercato della carta e del cartone riciclato. «Proprio qui è stato firmato un contratto integrativo importante sia sotto l’aspetto economico che sotto quello professionale con elementi migliorativi rispetto anche alla legge nazionale».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La manifestazione

Firenze, oltre 2.000 studenti in corteo: «Se ci togliete il futuro noi vi blocchiamo il presente»

di Redazione Firenze