Il Tirreno

Lucca

Agricoltori in guerra Terreni off-limits a causa delle reti

di Arianna Bottari
Agricoltori in guerra Terreni off-limits a causa delle reti

Tassignano, crea ancora problemi il cantiere di Rfi le vie vicinali sono chiuse e causano forti disagi

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CAPANNORI. Ancora proteste a Tassignano per le vie vicinali chiuse dai lavori per il tronchetto ferroviario che dovrebbe collegare un’azienda della zona industriale al nuovo scalo merci del Frizzone.

Questa volta sono gli agricoltori ad alzare la voce, delusi dal fatto che, nonostante il comune di Capannori abbia riconosciuto l’illegittimità della chiusura di via del Carnaio e di via di Gallia da parte di Rete Ferroviaria Italiana (Rfi, la società di Trenitalia che realizza le infrastrutture), le due strade non siano ancora state riaperte, come promesso.

«Siamo agricoltori e lavoriamo dei terreni in quella zona. Alcuni di questi terreni si trovano al di là del cantiere e non è più possibile raggiungerli con i trattori, se non facendo un lungo giro attorno a Tassignano e Santa Margherita, lungo strade strette e poco adatte ai nostri mezzi. Chi ci risarcirà per il tempo e il lavoro perso?», si domandano e domandano Franco Ghilarducci, Francesco Pracchia e Paolo Fruzzetti.

Il problema sollevato dai tre agricoltori era esploso un anno fa, con un esposto ai carabinieri di Capannori, dopo la chiusura improvvisa delle vie vicinali di uso pubblico (sterrate, ma molto utilizzate da agricoltori e non solo per spostarsi velocemente tra Tassignano e Santa Margherita) da parte della ditta incaricata di realizzare il tronchetto ferroviario, infrastruttura compresa nell’accordo di programma per lo scalo merci del Frizzone.

Da un giorno all’altro, via del Carnaio e via di Gallia, erano apparse tagliate in due da una rete e dalla massicciata sulla quale dovrebbero essere posati i binari (dei quali, però, ad un anno di distanza, non c’è ancora ombra).

Scattarono immediate le proteste, culminate, come detto, nella presentazione di un esposto e con un’interpellanza presentata dal consigliere comunale dell’Udc Gaetano Ceccarelli.

L’interpellanza è stata poi discussa dal consiglio comunal, mentre l’amministrazione ha ammesso di non aver rilasciato alcuna autorizzazione alla chiusura delle due vie (per altro, per un’operazione del genere serve il voto dell’assemblea consiliare).

L’amministrazione comunale si era inoltre impegnata a chiedere a Rfi la riapertura delle vie, eliminando la recinzione e sistemando delle croci di Sant’Andrea per indicare il tronchetto.

Ma a distanza di mesi quella rete rimane ancora lì. Nessuno l’ha rimossa e gli agricoltori sono sempre costretti a lunghi giri per raggiungere i propri terreni.

Non stupisce, dunque, che proprio adesso, nel periodo di maggiore attività per i coltivatori, le proteste riprendano vigore.

«Chiediamo che le vie vicinali vengano riaperte al più presto, o prenderemo le misure necessarie», continuano gli agricoltori. E sottolineano, esasperati da una situazione che va avanti ormai da troppo tempo, come «questo stato di cose ci abbia penalizzati a questo punto fin troppo. Chi ha sbagliato, deve rimediare», concludono Pracchia, Fruzzetti e Ghilarducci.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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