La manifestazione
«Scomparsi i miei voti a S. Maria a Colle»
Jacopo Massagli, candidato dell’Idv, si è ritrovato senza preferenze nel seggio dove era iscritto
LUCCA. Quella decina di voti in più non gli avrebbe cambiato niente e alla fine sarebbe rimasto ugualmente fuori dal consiglio comunale, ma quando si parla di elezioni ogni questione diventa un punto di principio. Ne è convinto Jacopo Massagli, diciannove anni di Santa Maria a Colle, che alle amministrative di maggio si era candidato con l’Idv a sostegno di Alessandro Tambellini.
Alla fine il suo risultato finale è stato più che lusinghiero perché le sue 46 preferenze gli hanno consentito di finire al quarto posto di una lista che di preferenze di lista ne ha ottenute in tutto 450. Jacopo si è diplomato all’istituto per geometri lo scorso anno, pratica il salto con l’asta con l’Atletica Virtus ed è parecchio conosciuto in tutto il comune.
Ma evidentemente nessuno lo conosce a Santa Maria a Colle, il paese dov’è nato e cresciuto e dove lui stesso ha votato. Qui l’Idv ha preso 20 voti di lista ma per lui non c’è nemmeno una preferenza. Sfortuna vuole che Jacopo non fosse l’unico Massagli candidato nella sua lista. Oltre a lui c’era anche Vincenzo e magari qualche preferenza di chi ha messo solamente il cognome senza specificare il nome di battesimo potrebbe anche essere stata annullata, ma Jacopo almeno del suo voto è sicuro. Eppure questo non risulta dai verbali.
Non solo: «nel mio seggio – spiega – hanno votato i miei nonni, che magari possono essersi anche sbagliati. Ma ai miei genitori e a mio fratello avevo spiegato tutto bene ma non c’è traccia delle loro preferenze né sui risultati pubblicati su internet, né nelle copie dei verbali e nemmeno nei risultati telefonici che il presidente di seggio invia telefonicamente alla prefettura».
Così Jacopo ha affidato il suo sfogo a una lettera pubblicata su Facebook alla sua pagina creata appositamente prima delle elezioni: «Un voto nella confusione può sfuggire direte voi, ma secondo me durante uno scrutinio non ci dovrebbe essere confusione, c'è una procedura da seguire che non lascia possibilità di commettere errore. La nostra lista non aveva rappresentanti in quel seggio, ma un conoscente, rappresentante di una lista, appartenente a un partito politicamente opposto al mio, mi ha confermato di aver sentito e visto il mio nome, per circa dieci volte». E così per lui i conti sembrerebbero tornare perché i 20 voti ottenuti dall’Italia dei Valori, hanno avuto 6 preferenze per un consigliere e 4 senza preferenze, così un’altra decina sarebbero suoi.
«Ora la mia intenzione è far sapere che sono scomparsi i voti – conclude – sarei tentato di fare ricorso per certificare ufficialmente che c’è stato un errore nello scrutinio e intanto invito l’amministrazione a fare un corso più serio agli scrutatori elettorali».
Alessandro Petrini
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