La manifestazione
Imu, tra caos e sciopero tante pratiche incomplete
Allarme dai Caf: sono ancora in migliaia che chiedono aiuti per la compilazione ma i giorni a disposizione non sono sufficienti. Invocata una proroga
LUCCA. Caf sempre più nel caos durante gli ultimi giorni che precedono la scadenza del pagamento della prima rata dell’Imu. «E’ stata davvero un’operazione dettata da superficialità – sbotta Maurizio Cavani, vicedirettore del Caf Inac – non si è riflettuto abbastanza sulla ricaduta che avrebbe avuto sugli utenti e sui Caf stessi».
Sono giorni di fuoco, infatti, nelle sedi dei patronati, presi d’assalto dai cittadini che, a partire dalle prime ore della mattina fino a tarda sera, si riversano negli uffici per ritirare e compilare i moduli necessari. Una vera e propria corsa contro il tempo, «resa più difficile - spiega Alberto Focacci, direttore del Caf Inac - dal fatto che la circolare informativa del ministero che stabiliva come applicare la normativa, è stata pubblicata solo il 18 maggio». Inoltre, come ammette Simona De Prete, responsabile provinciale Caf Cgil Toscana «l’utenza è di gran lunga aumentata rispetto a quella della vecchia Ici e ciò ha contribuito a rendere la situazione ancor più complicata da gestire poiché il tempo concesso non è sufficiente a soddisfare tutte le richieste».
«E’ questa - spiega Maurizio Cavani - una delle maggiori preoccupazioni dei contribuenti che, anche telefonicamente, bersagliano i nostri uffici, temendo di andare incontro a sanzioni dovute a ritardi o a errori nel calcolo dell’importo». Ad oggi, ben 18.300, sono le pratiche provinciali svolte dai Caf Inac, secondo i dati forniti da Alberto Focacci, ma, in base alle statistiche, si conta di raggiungere quota 20.000. Dalle 200 alle 250 sono, invece, le persone che, quotidianamente, affollano il Caf Cgil, secondo il racconto di Simona de Prete; mentre circa 11.000 è il numero delle pratiche portate a termine negli uffici della Cisl, secondo i dati registrati da Gabriella Fenili, segretaria provinciale della Cisl.
Nonostante i numeri considerevoli, alcuni Caf pronosticano che, con molta probabilità, non tutti gli utenti riusciranno a corrispondere, in tempo, l’importo dell’Imu a causa dell’eccessiva affluenza presso gli sportelli.
«Uno dei metodi per smaltire le code ai patronati, potrebbe essere il pagamento online – afferma Simona De Prete – ma questa via non si rivela di facile accesso a tutte le persone. Per quanto ci riguarda, ci impegneremo a fondo affinché non resti fuori nessuno – continua – ma, al momento, non è possibile fornire questa garanzia».
«Non ci resta che sperare in una proroga, ma, purtroppo, per adesso, non ci sono segnali in questo senso – afferma Alberto Focacci – confidiamo, almeno, nell’eventualità che non vengano sottoposti a sanzione coloro che sosterranno la spesa in tempi brevi», ma, come spiega Gabriella Fenili, «riferendoci alle norme attuali, sarà possibile versare l’importo anche dopo la scadenza del 18 giugno, solo aggiungendo una penale dello 0,35%».
Un ulteriore disagio sarà, inoltre, comportato dallo sciopero generale provinciale di domani, indetto da Cgil, Cisl e Uil, a causa del quale non sarà garantito il regolare svolgimento delle attività lavorative e sarà alto il rischio di non poter versare l’imposta agli sportelli delle banche o delle poste, aggiungendo un ennesimo problema a quelli già citati.
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