Il Tirreno

Lucca

Vignetta offensiva? No, diritto di critica

di Luca Tronchetti
Vignetta offensiva? No, diritto di critica

Il giudice assolve esponente del comitato per un’immagine satirica su Facebook legata all’impianto di biomasse

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BAGNI DI LUCCA. Quando il diritto di critica è utilizzato nell’ambito della battaglia politica non può mai sfociare in diffamazione a mezzo stampa o internet. Un principio costituzionale che, troppo spesso, la classe politica dimentica e che le sentenze dei giudici invece servono per ricordare. È il caso che ha portato all’assoluzione in tribunale di Luca Minghinelli, 35 anni, di Fornoli, rappresentante del comitato collettivo «Difesa del territorio, no ai termovalorizzatori». Il 20 marzo 2010 l’ambientalista viene denunciato da tre esponenti politici: l’allora sindaco Giancarlo Donati e i consiglieri in quota Pdl, Maurizio Monticelli e Mauro Pieri. Il motivo? Attraverso facebook aveva diffuso un messaggio del comitato dal titolo: «Consiglio comunale di Bagni di Lucca». Messaggio che conteneva un’immagine che ritrae i tre esponenti politici - favorevoli alla realizzazione dell’impianto a Biomasse dell’Alce - con sullo sfondo un termovalorizzatore e accanto una scimmia che mangia dei soldi con la scritta «consiglio comunale» come a suggerire una speculazione economica degli amministratori comunali connessa alla realizzazione dell’impianto. Giancarlo Donati, Maurizio Monticelli e Mauro Pieri invece di una risposta di tipo politico si erano rivolti all’autorità giudiziaria costituendosi anche parte civile. Anche la procura aveva formulato richiesta d’archiviazione ritenendo si trattasse di un mero esercizio del diritto di critica. Ma il gip era stato di parere opposto e alla fine la vicenda è sfociata in un processo davanti al giudice Annarumma. Ad assistere al processo diversi esponenti del comitato ambientale. A difendere Minghinelli gli avvocati Antonio Gaddini e Maria Santinelli. L’arringa è stata incentrata al diritto di critica. Che non poggia sull’obiettività, ma a stimolare un dibattito e si basa su valutazioni soggettive. E per suffragare la tesi difensiva l’avvocato Gaddini ha fatto riferimento a un recente pronunciamento giurisprudenziale che ha riconosciuto il diritto di critica a chi attaccava un avversario politico definendolo «un khomeinista nella lotta per il potere, che ha collaudato un modo di amministrare a metà strada tra il decisionismo e l’illegalità come non si era mai visto nelle peggio amministrate città d’Italia». E di fronte a quell’affermazione la condotta di Minghinelli non può che essere una semplice manifestazione del pensiero.

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