Attenzione
Tre paesi chiedono il trasferimento della Rotelli Metalli
Preoccupazione per l’attività dell’azienda di Mugnano Il legale rappresentante a processo per le bombole di gas
LUCCA. Quell’azienda deve trovare un’altra collocazione, lontana dalle case e dalla linea ferroviaria e comunque gli enti non devono rilasciare autorizzazioni per il trattamento di materiali che possono rappresentare un pericolo per la salute e la popolazione.
Una presa di posizione forte dei cittadini di San Filippo, Mugnano e Sorbano del Vescovo nei confronti della Rotelli Metalli, l’azienda che si trova in via Mattei a Mugnano, proprio accanto alla linea ferroviaria Lucca-Firenze e il cui legale rappresentante è sotto processo per un’attività di raccolta, recupero e smaltimento di bombole e serbatoi di gas, per la quale non aveva autorizzazione.
Una presa di posizione che sarà esposta questa mattina alle 11 all’assessore provinciale all’ambiente Maura Cavallaro nel corso di un incontro che si terrà a Palazzo Ducale, sede dell’ente preposto al rilascio delle autorizzazioni ambientali.
I cittadini di queste zone sono preoccupati: non bastassero i rumori continui che provengono dalla lavorazione dei metalli sul piazzale dell’azienda, la scoperta di quelle bombole di gas ha inquietato.
A rispondere di questo episodio sarà Bruno Rotelli, 45 anni, residente in via Redi a Livorno ma domiciliato presso la sede della società, al civico 721 di via Mattei. Il capo di imputazione è preciso: in qualità di legale rappresentante della società Rotelli Metalli (autorizzata al recupero e commercio di materiali ferrosi) effettuava una attività di raccolta, recupero, smaltimento e commercio di rifiuti speciali in mancanza della prescritta autorizzazione, iscrizione o comunicazione». Nell’azienda nello scorso settembre vennero trovate 100 bombole di gas gpl prive di bonifica; 8 bombole di gas gpl bucate nel fondo; 25 bombole di ossigeno; 14 serbatoi di gpl integri; 2 serbatoi gpl rotti, 1 serbatoio gpl da giardino.
Secondo gli inquirenti Rotelli «eseguiva benchè sprovvisto della debita autorizzazione e con modalità tecniche non regolari, la bonifica e quindi vendeva gli oggetti ai rottamatori come materiale ferroso».
Rotelli è anche accusato di aver gettato o versato in luogo pubblico transito o in luogo privato ma di comune o di altrui uso, cose atte ad offendere o imbrattare o molestare, precisamente nell’esecuzione dell’attività di bonifica delle bombole di gas domestico e dei bomboloni di gas, provocando una intensa immissione di gas nell’aria, provocando cattivi odori e danni alla salute. C’è poi una terza imputazione: Rotelli - difeso dall’avvocato Aldo Paganelli - avrebbe commesso nell’interesse e a vantaggio della stessa azienda il reato di gestione di rifiuti non autorizzata.
Il processo è in programma davanti al giudice monocratico martedì prossimo con sette parti offese, persone che abitano nella zona di San Filippo e di Sorbano del Vescovo.
E’ proprio da questa vicenda che si è diffusa nella popolazione la preoccupazione per l’attività dell’azienda, sfociata in un’assemblea che si è svolta nella sala parrocchiale di San Filippo.
E che ha portato ad assumere le prime iniziative, la richiesta di un incontro all’assessore provinciale all’ambiente e la decisione di ricorrere a uno studio legale per valutare il da farsi.
Con l’obiettivo di tutelare la salute della gente che abita nella zona e anche quella dei passeggeri dei treni che transitano sulla linea ferroviaria che costeggia l’azienda.
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