Il dolore
Sindacati in piazza per il lavoro
Sciopero provinciale con corteo venerdì per chiedere scelte politiche diverse
LUCCA. Al via lo sciopero generale provinciale indetto da Cgil, Cisl e Uil. La data è fissata per venerdì prossimo con appuntamento alle 9,30 in piazza santa Maria, quando i lavoratori che si bloccheranno per l'intera giornata (esclusi quelli della scuola, telecomunicazioni e vigili del fuoco) manifesteranno anche per le vie del centro storico.
Con una situazione in provincia difficile, dove su una forza lavoro di 170mila persone sono almeno 20mila quelle in cerca di lavoro e dove il tasso di occupazione arriva al 58,8 per cento contro una media regionale del 64,8% agire e scioperare sembra il minimo possibile per reclamare diritti e denunciare ciò che non funziona.
«Scioperare è opportuno – spiegano Giampaolo Mati, segretario provinciale Cgil e Giovanni Bolognini, segretario provinciale Cisl – rappresenta il mezzo per denunciare una situazione diventata insostenibile, costruire una piattaforma comune e portare alle istituzioni richieste serie e puntuali».
A parlare sono ancora una volta i numeri: Lucca è all'ultimo posto in Toscana per tasso di occupazione, la disoccupazione è arriva all'11,6 per cento, mentre quella giovanile supera il 35 per cento. Ovunque si registra la mortificazione di giovani e meno giovani che da tempo cercano inutilmente lavoro.
A questo si aggiunge la precarietà delle tante forme di assunzione falsamente flessibili, il riemergere del lavoro nero e la perdita del posto da parte di persone che hanno un'età difficilmente re-inseribile nel mercato del lavoro.
«Le disoccupazioni richieste – spiega Mati – sono passate da 1100 nel 2010 a 2900 nel 2011 a 2300 al mese di maggio di quest'anno, mentre gli avviamenti al lavoro in Toscana sono dimezzati: da 170mila del 2007 a circa 80mila del 2010».
Lo sciopero rivendica il diritto al lavoro e i diritti del lavoro, misure opportune per la crescita, equità e riforma del sistema fiscale e il potenziamento del welfare locale. «In provincia registriamo – spiegano – lacune significative nel sistema di collocamento gestito dai centri per l'impiego e anche forti ritardi nel disbrigo delle pratiche e conseguentemente nell'erogazione dei pagamenti della cassa integrazione da parte dell'Inps. La provincia chiuderà dal punto di vista politico, ma resteranno i servizi e questi devono essere migliorati e rinnovati rispetto alle esigenze lavorative che cambiano di anno in anno. A livello locale c'è la necessità di un patto fra organizzazioni datoriali, sindacali e istituzionali per individuare priorità condivise; chiediamo da subito l'aumento delle detrazioni da lavoro dipendente e da pensione per i redditi fino a 55mila euro, l'abolizione dell'Imu sulla prima casa per chi ne possiede una sola, va reso strutturale il decreto sulla detassazione dei premi di risultato, mentre ai comuni abbiamo chiesto di non appesantire la pressione fiscale, attraverso l'addizionale comunale e quella tariffaria per lavoratori dipendenti e pensionati».
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