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Lucca

Nei guai per quelle amicizie pericolose

Nei guai per quelle amicizie pericolose

Il direttore generale della Provincia accusato di aver favorito la ditta Leopoldo Rosi per i lavori sul torrente Pescia

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LUCCA. È finito nei guai per quelle amicizie particolari con il segretario provinciale del Psi di Pistoia, Roberto Riccomi, con l’ex funzionario della provincia pistoiese, Paolo Mazzoni, con il direttore del consorzio di bonifica del padule di Fucecchio, Franco Fambrini e con l’imprenditore edile Giordano Rosi di Pescia, tra l’altro comproprietario della Imprendil srl con sede in Lucchesia. È quanto scrive il sostituto procuratore Francesco Sottosanti nella sua richiesta di misura cautelare (arresti domiciliari) nei confronti dell’ingegner Riccardo Gaddi, residente a Pisa, ma da oltre un decennio direttore generale della Provincia di Lucca. Una persona che tutti definiscono di «grande professionalità e competenza» e che ha svolto in questi anni un ruolo di responsabilità all’interno dell’ente pubblico (tra l’altro l’amministrazione provinciale lucchese è completamente estranea alla vicenda). È il legame con Riccomi, Mazzoni, Fambrini e Rosi - tutti elementi al centro dell’inchiesta della magistratura pistoiese - il nodo ancora da chiarire non appena Gaddi verrà ascoltato dal giudice. Alcuni colloqui telefonici avrebbero spinto il magistrato a chiederne gli arresti domiciliari. Ma nell’ordinanza c’è soltanto una parte che lo riguarda da vicino: la gara indetta dal consorzio di bonifica del Padule di Fucecchio per interventi strutturali sul torrente Pescia.

Okay all’incarico. A partire dal 2010, stando all’accusa, l’ingegner Riccardo Gaddi faceva parte, come componente, della commissione aggiudicatrice di alcune gare bandite dal consorzio di bonifica del Padule di Fucecchio. Nel mirino della magistratura è finita quella del 20 ottobre 2011 per interventi strutturali sul torrente Pescia di Collodi nel tratto tra il Ponte alla Ralla a Ponte ai Pini nel comune di Altopascio. Una gara aperta secondo il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa che si aggiudicò la ditta Leopoldo Rosi spa per un milione e mezzo. Il socio di maggioranza dell’impresa edile è Giordano Rosi e la commissione giudicatrice era composta da Franco Fambrini, il direttore del consorzio di bonifica e dagli ingegneri Riccardo Gaddi e Delfo Valori (quest’ultimo non è indagato). Per gli inquirenti - che nelle indagini hanno utilizzato intercettazioni telefoniche e ambientali - quell’appalto era «aggiustato». Per polizia e procura di Pistoia, Fambrini avrebbe acquistato una casa da Rosi ricevendo la disponibilità di una casa in Versilia nell’estate 2011. Più sfumata invece la posizione dell’ingegnere di Pisa che, per gli investigatori, si era prestato ad essere nominato in commissioni aggiudicatrici per far ottenere le gare ad imprenditori amici come nel caso, per gli investigatori, dell’intervento strutturale sul torrente Pescia. Quella disponibilità del direttore generale della provincia di Lucca ad essere nominato in altri organi o uffici pubblici dove poter partecipare come membro di commissione all’aggiudicazione di appalti viene vista dal sostituto procuratore Sottosanti come «una prova della compartecipazione alle attività illecite dell’associazione».

I mezzi fraudolenti. Chi partecipava alla commissione faceva pervenire all’imprenditore colluso un elenco di tre-cinque ditte amiche da invitare per garantirsi l’aggiudicazione della gara al momento della presentazione dell’offerta. Venivano poi manipolate l’estrazione delle ditte che dovevano essere invitate a presentare le offerte, la scelta del criterio dell’offerta in luogo di quello del prezzo più basso e nell’attribuzione dei punteggi più alti agli imprenditori collusi, nel ricorso a varianti in aumento in corso d’opera per remunerare l’imprenditore in ragione del ribasso offerto.

La ditta di Lucca. La Impredil di Lucca è citata nell’appalto per opere di completamento in località Valdibrana (88mila euro), nell’allargamento di via vecchia Casilina (comune di Pistoia, appalto da 137mila euro) e, assieme ad altre due imprese, nella gara indetta dal comune di Pescia per realizzare un nodo d’interscambio gomma-rotaia alla stazione.

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