Sicurezza
Crollo di partite Iva una ditta su quattro non si iscrive più
Aprile il mese orribile, con i maggiori segnali della crisi In provincia il calo (-28%) supera la media nazionale
LUCCA. In calo le registrazioni di partita Iva. Delle ditte - individuali o società - nuove iscritte sul territorio di Lucca e provincia, più di una su quattro oggi viene a mancare. I crollo viene segnalato nei rilievi del mese di aprile. Questo raccontano i dati del ministero delle Finanze riferiti ad aprile 2012 e comparato a quelli del mese precedente.
L’incidenza è forte, sul territorio della provincia di Lucca in particolare, dove la percentuale in calo di nuove partite Iva supera quella rilevata come media generale sul territorio toscano e anche a livello nazionale.
In tutta la regione. I numeri - diffusi in un report dell’Istat e recuperati direttamente dagli studi pubblicati dall’Agenzia delle Entrate (quindi dal ministero delle Finanze) - attestano (a livello nazionale) il calo di nuove partite Iva nel 2012 sul 25%. Invece il dato complessivo della Toscana è leggermente più basso: -24,61%. Ad aprile 2012 (ultimo rilievo disponibile), le nuove partite Iva risultano 3.274, il 24,61% in meno di quante erano a marzo 2012 (quando erano quindi 4.079). Dato che però già aveva sofferto una diminuzione rispetto al mese di aprile dell’anno scorso (2011): il calo di nuove partite Iva in questo caso si era attestato sul -4,35%.
A Lucca e provincia. Se il dato toscano preoccupa, ancora maggiori apprensioni desta il dato provinciale lucchese. Dove le nuove partite Iva ad aprile 2012 risultano essere 340, il 28,42% in meno del mese di marzo di quest’anno (quando erano quindi 436), dato già calato del 3,13% rispetto al mese di aprile del 2011.
Tutta colpa della crisi. «È la crisi che sta incide sempre di più e scoraggia ad aprire nuove attività». È la prima riflessione, alla lettura dei dati, del direttore provinciale della Cna Stephano Tesi. Non solo crisi, però. A peggiorare la situazione, per aspiranti imprenditori e liberi professionisti, «c’è un altro elemento. Diventa sempre più difficile ottenere credito dalle banche senza offrire una garanzia di tipo immobiliare. Abbiamo dovuto constatare - continua Tesi - che anche il progetto “Giovani sì” della Regione Toscana ha dato scarse risposte per l’ostacolo del credito». Un terzo ostacolo all’apertura di una partita Iva, continua Tesi, è l’assenza di sgravi. «Appena apri una partita Iva, anche in caso di guadagno minimo, il carico previdenziale e fiscale importa una spesa minima di 4-5mila euro l’anno. Non è una cifra trascurabile». Anche Roberto Favilla, direttore provinciale di Confartigianato, riconduce alla crisi il crollo delle partite Iva. «Risulta sempre più difficile - commenta - aprire una nuova attività in assenza di incentivi o finanziamenti di sorta». Anche se il comparto artigiano della Lucchesia si mostra ancora dinamico. Favilla riporta i dati freschissimi di un’indagine condotta dal centro studi di Confartigianato. «A Lucca - spiega Favilla - aprono quattro aziende artigiane al giorno. È la seconda città in Toscana per questo dato positivo dopo firenze. Credo che tra le altre sul calo delle nuove partite Iva abbia inciso anche una nuova normativa introdotta dal decreto Monti».
Ad esempio, spiega il direttore di Confartigianato, «per un pensionato i limiti sono stati ristretti. Se ad esempio la persona svolgeva attività di consulente quando era lavoratore attivo, da pensionato non può più, adesso, aprire una partita Iva per svolgere la stessa attività. Ritengo che anche questo paletto introdotto dal governo Monti abbia contribuito ad abbattere il numero di nuove partite Iva. Era diventata un’abitudine frequente - prosegue - quella di proseguire anche da pensionati l’attività libero professionale svolta in precedenza», sottolinea ancora Favilla.
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