Il Tirreno

Lucca

Un polo sanitario al Campo di Marte

Un polo sanitario al Campo di Marte

L’Asl manterrà la proprietà di cinque edifici per sede amministrativa, distretto, ospedale di comunità

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LUCCA. Quale sarà il futuro del Campo di Marte? I contorni sono sempre incerti. Ieri la direzione generale dell’Asl ha presentato una mappa che evidenzia quali sono gli spazi che l’azienda intende mantenere di proprietà per creare il nuovo polo sanitario. Si tratta della palazzina ex Onmi, del padiglione delle Medicine, di quello che ospita Malattie infettive, dell’edificio riservato all’attività intramoenia e di quello del centro prelievi.

Qui verrà spostata anche la direzione dell’Asl, attualmente a Monte San Quirico (per quell’edificio l’azienda paga 120mila euro l’anno di affitto). Al Campo di Marte troverà spazio anche il distretto Lucca Centro oggi in viale Giusti (e che costa all’Asl 250mila euro l’anno di affitto) e poi ci saranno gli ambulatori di primo livello, il Sert, il centro prelievi, il Ced, nuove attività come un ospedale di comunità con 14 letti e probabilmente anche una riabilitazione diurna. Ma potrebbe trovarvi spazio anche la dialisi, ovviamente per i pazienti non ricoverati.

La direzione dell’Asl sta definendo il piano che presto sarà presentato in conferenza dei sindaci.

Al Campo di Marte resterà anche l’obitorio con funzione ovviamente intercomunale, mentre il resto delle strutture, il corpo centrale e gli altri edifici costituiscono l’area da alienare per ricavare risorse da destinare al S. Luca.

«Non è detto - afferma il sindaco Alessandro Tambellini - che l’alienazione debba avvenire per forza con un privato. Certo è che non ci saranno speculazioni e che in ogni caso tocca al Comune di Lucca decidere dato che l’amministrazione non vuole essere espropriata delle sue funzioni in materia di programmazione urbanistica. Anche se siamo pronti al confronto».

A Tambellini non dispiacerebbe creare al Campo di Marte una vera e propria cittadella della salute, affiancando ai servizi che l’Asl manterrà nell’area anche attività legate al mondo della salute, della medicina, della farmacologia.

E’ chiaro comunque che vista la posizione strategica, a ridosso delle Mura, la futura destinazione del complesso inciderà molto sul futuro della città. Tambellini si augura anche che sul territorio possano nascere altre strutture come quella di Ponte a Moriano, una medicina di gruppo con la presenza di infermieri che svolge una funzione importante per la popolazione.(f.t.)

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