Il dolore
Fronteggiata meglio la crisi ma la ripresa è più lenta
Studio commissionato dalla Camera di commercio sui bilanci delle aziende che operano in provincia: leader il settore cartario, ma bene anche i servizi
LUCCA. Dall’analisi dei bilanci delle società di capitali della provincia, realizzata dall'Università di Firenze, su commissione della Camera di Commercio, se ne ricava l’immagine di un bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto, da come lo si guarda. I numeri, infatti, presentati ieri mattina in Camera di Commercio dal presidente Claudio Guerrieri e dal prof. Francesco Dainelli di Firenze, ci consegnano una situazione molto chiara: se è vero che le grandi aziende hanno retto meglio la crisi, è altrettanto vero che la ripresa è più lenta rispetto alla media regionale, dove il fatturato cresce del 5,7%.
Export. Un ruolo di primo piano, invece, è giocato dalle esportazioni che sono cresciute del 20% rispetto al 2009, un risultato di gran lunga superiore a quello regionale e nazionale, dove il tasso di crescita si ferma al 16%. A beneficiare della ripresa della domanda estera sono i settori calzaturiero, meccanico, metallurgico e cartario, mentre è negativo il dato relativo alla cantieristica, settore storico dell'export lucchese, che registra una variazione negativa del -2% su base annua. Quali sono le imprese lucchesi che fatturano di più? E quelle che presentano i maggiori utili alla produzione? Quali i comparti che guidano l'economia provinciale?
Leadership. A Lucca e Capannori viene assegnata la leadership nel quadro economico della provincia non solo per il numero di imprese, ma anche per quanto riguarda il fatturato e il valore aggiunto prodotti. In questo senso, Capannori rappresenta il nucleo dell’economia lucchese nel 2010, con il 21% del fatturato e il 19% del valore aggiunto. Un primato che è influenzato dal fatto che buona parte del sistema industriale, primo fra tutti quello legato al cartario, insiste in questo comune. Viceversa, il comune di Lucca, a cui è riconducibile il 19% del fatturato complessivo e il 18% del valore aggiunto, sembra configurarsi più come motore delle attività di servizi, tra cui quelle legate al turismo.
Curiosità. Sono le aziende cartarie ad occupare ben cinque dei primi dieci posti nella speciale classifica delle società di capitale con un fatturato superiore a 5 milioni di euro. Si tratta di Sca Hygiene Products, il Gruppo Sofidel, con Delicarta e Soffass, e Cartiera Lucchese. A guidare la classifica del fatturato, però, c'è un'azienda del settore servizi, la Snai di Porcari; seguono Azimut-Benetti, Spa Lucchese Olii e Vini, Bandassari e Kedrion. All'ottimo fatturato, però, non sempre corrisponde l'utile alla produzione. È il caso della Sca Hygiene Products che è sotto di ben 10.826.111 euro (terzultima per utili, prima di Fipa italiana yachts e Azimut-Benetti). La Salt è la società con più utili, segue la Kedrion, quarta Snai e settima la Cartiera Lucchese. Bene anche Polis e Gesam, male Clap che per gli utili si trova al 381esimo posto su 388.
Cantieristica. Insieme al cartario è il settore più rappresentativo dell'industria lucchese, ma è in forte crisi. Registra infatti una considerevole perdita nel fatturato complessivamente prodotto nel 2010, sceso di 138 milioni di euro rispetto al 2009: una denuncia chiarissima delle difficoltà incontrate dal settore nel reagire alla crisi, con perdite che, in alcuni casi, sono sfociate anche in fallimenti.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
