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Oleificio, indagati per frode alimentare

Oleificio, indagati per frode alimentare

Marco e Graziano Cesari si difendono dalle accuse dei Nas: attraverso i campioni dimostreremo che siamo in regola

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CARRAIA. La richiesta di sequestro preventivo da parte dei carabinieri del nucleo antisofisticazione di Firenze è arrivata sul tavolo del giudice delle indagini lucchesi che, per rogatoria, dovrà entro 48 ore convalidare o meno la misura cautelare reale nei confronti dell’oleificio Cesari in via del Blocco a Carraia. Per i militari del Nucleo Antisofisticazioni - diretti dal sostituto Francesco Sottosanti della procura di Pistoia - ci sono delle irregolarità nell’olio che esce dallo stabilimento. E i responsabili dell’oleificio risultano iscritti nel registro degli indagati per frode alimentare. Con loro, nell’inchiesta della procura di Pistoia, ci sono altre diciassette persone accusate, a vario titolo, di frode in commercio e adulterazione. Ma Graziano e Marco Cesari, rispettivamente padre e figlio, titolari del noto oleificio fondato l’11 gennaio 1955 in via della Formica a San Concordio, non ci stanno. E replicano alle accuse dei Nas. È proprio Graziano Cesari dalla sua abitazione di S. Michele in Escheto il primo a rispondere al telefono quando il cronista cerca di capirne di più: «Cosa vuole che le dica. - attacca il titolare dello storico oleificio che nel 1991 si trasferì nel nuovo stabilimento dell’area Pip di Carraia - Cado dalle nuvole. Non capisco perché siamo finiti in questa vicenda. Abbiamo sempre operato con la massima trasparenza e con professionalità e competenza in tanti anni di attività. Venerdì mattina abbiamo ricevuto la visita dei carabinieri che ci hanno consegnato l’informazione di garanzia. Come ci difenderemo? Al moemento non so cosa dire. Attendiamo il nostro legale (avvocato Giovanni Del Seppia) che si trova in vacanza e dovrebbe rientrare lunedì per fare i nostri passi». Di più l’anziano titolare dell’oleificio non vuol dire. Ma ci pensa il figlio Marco a fare chiarezza: «Il nostro è un settore delicato - dice - e spesso siamo oggetti di controlli sulla qualità del prodotto. Qualcuno ha informato i Nas di possibili anomalie nei vari tipi d’olio che produciamo. Così un paio di mesi hanno effettuato campionature sui nostri prodotti che analizzeranno in un apposito laboratorio. Noi sosteniamo con forza che i nostri prodotti sono in regola, non ci sono contraffazioni di sorta, non utilizziamo clorofilla o betecarotene o altri intrugli simili. Siamo pronti a provarlo e ci difenderemo dalle accuse convinti della nostra buona fede». Marco Cesari ci tiene poi a sottolineare che l’oleificio prosegue regolarmente la produzione: «L’attività va avanti regolarmente - sostiene - Non ci sono i sigilli all’azienda». I Nas hanno eseguito una cinquantina di perquisizioni e sequestri in mezza Italia. Gli investigatori hanno sequestrato in varie regioni (Lazio, Toscana ed Emilia) ottanta chili di clorofilla e quattro di betacarotene indagando - oltre ai lucchesi - anche imprenditori, dirigenti e autotrasportatori del settore oleario che vivono e lavorano tra Siena, Pistoia, Bologna, Ferrara e Roma. Per Nas e procura per adulterare l’olio alcune aziende (non risulta al momento l’oleificio Cesari) compravano in Spagna o a S. Marino clorofilla e betacarotene. Sostanze che, miscelate con gli oli di sansa e di semi (oli poveri), servivano a «fabbricare» l’olio d’oliva.

Luca Tronchetti

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