Sicurezza
Indagati per frode alimentare i titolari dell’Oleificio Cesari
Padre e figli si difendono dalle accuse dei Nas che hanno prelevato campioni di extravergine per farli analizzare in laboratorio. Al momento l’attività prosegue regolarmente
I Nas di Firenze sono intervenuti all’Oleificio Cesari di via del Blocco a Carraia per una presunta frode alimentare e la procura di Pistoia ha iscritto nel registro degli indagati i titolari dello storico opificio nato nel 1955: Graziano e Marco Cesari, padre e figli. I militari del nucleo antisofisticazione hanno chiesto al giudice di convalidare il sequestro preventino del locale che, al momento, resta aperto e la cui produzione prosegue regolarmente. Per la procura di Pistoia in giro ci sono aziende che utilizzano clorofilla e betacarotene mischiandolo con olio di sansa e olio di semi per fabbricare olio d’oliva. Sono 17 gli indagati nell’inchiesta per una presunta frode alimentare e in commercio con sequestri in varie regioni italiane (Toscana, Lazio, Emilia). Ma Graziano e Marco Cesari non ci stanno e rivendicano la bontà del loro prodotto: «Un paio di mesi fa hanno effettuato prelievi e campionature sui nostri oli che analizzeranno in un apposito laboratorio.Noi sosteniamo con forza che il nostro olio è genuino, non ci sono contraffazioni. Abbiamo ricevuto un informazione di garanzia, ma siamo certi din poter dimostrare l’assoluta trasparenza del nostro operato».
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