Il Tirreno

Lucca

Comodato, si paga il 7,6 per mille

di Paola Taddeucci
Comodato, si paga il 7,6 per mille

Per l’aliquota ridotta sulla casa data ai figli o ai genitori bisogna istituire il diritto di abitazione

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LUCCA. Non si placa la sete di informazioni sull'Imu. Anche ieri il filo diretto con l'esperto Giampiero Della Nina è stato caldissimo per oltre due ore, con una raffica di telefonate da parte di cittadini che, a pochi giorni dalla scadenza della prima rata, hanno bisogno di chiarimenti.

Domande più frequenti. Tra le domande più ricorrenti, con tante lamentele, ci sono ancora quelle sulle case date in comodato a figli o genitori, per le quali i proprietari devono pagare l'aliquota base del 7,6 per mille, come seconda abitazione, e non quella agevolata al 4 per mille, possibile soltanto nel caso i figli o i genitori che vi risiedono abbiano conseguito il diritto di abitazione. Gli utenti vogliono sapere, poi, come compilare il modello F24, avere lumi sulle comproprietà e sull'usufrutto. E c'è chi è ancora all'oscuro della propria rendita catastale senza la quale non si calcola niente, e chi invece si fa calcolare l'Imu in diretta per fare riscontri.

Comodato/1. La signora Aurora, di San Leonardo in Treponzio vuole una conferma. «Ho una piccola casetta in paese dove abita mio figlio. La occupa in virtù di un comodato, mentre mio marito e io viviamo in un'altra abitazione di nostra proprietà. Sono stata al sindacato per farmi fare il calcolo dell'Imu e non ci volevo credere: devo pagare di più per la casetta dove sta mio figlio, che per la nostra, più grande e più bella: 174 euro contro 112 euro. Ma è regolare?».

Tutto regolare - risponde Della Nina - perché la casa del figlio «è soggetta all'aliquota del 7,6 per mille, mentre quella dove vivono i genitori è abitazione principale e quindi usufruisce dell'aliquota più bassa, al 4 per mille, oltre alla detrazione di 200 euro per la prima casa».

Comodato/ 2. Situazione inversa per Ivano di Segromigno che con la moglie abita (in comodato) in una casa delle due figlie. Questa abitazione per le figlie è seconda casa. Chi deve pagare e quanto?.

«Il pagamento dell'Imu - risponde l'esperto - è a carico delle figlie e il calcolo va fatto con l'aliquota al 7,6 per mille, anche se nella casa abitano i genitori. L'Imu sarebbe stata a carico di questi ultimi, con aliquota al 4 per mille e detrazioni prima casa, se avessero avuto il diritto di abitazione che è un atto da stipulare di fronte al notaio».

Diritto di abitazione. La signora Gabriella di Altopascio chiama per ragguagli sul diritto di abitazione, acquisito dalla madre sulla casa ereditata una volta rimasta vedova.

«Mia madre - spiega la figlia - abita ancora in quella casa, ma di tre commercialisti nessuno ha saputo dirmi se sia titolare del diritto di abitazione, per poi calcolare l'Imu. Come mi devo comportare?».

Della Nina non ha dubbi: «Certo che la madre è titolare del diritto di abitazione: in questo modo il calcolo dell'Imu andrà fatto sull'aliquota al 4,6 per mille, detraendo anche 200 euro, perché è l'abitazione principale. Va ricordato che la casa principale è quella dove il proprietario - o l'usufruttuario - ha la residenza anagrafica e la dimora abituale».

La risposta vale anche per una signora lucchese, usufruttuaria di una casa che chiede de deve pagare l'Imu. Ovviamente sì e ad aliquota ridotta, se è l’abitazione principale.

Comproprietà/1. Il padre abita, con l'usufrutto, in una casa di cui è comproprietario con la figlia. La figlia risiede stabilmente, però, in un'altra abitazione di cui possiede il 25% e il restante 75% è del padre. Come sono ripartite le quote Imu?

«Il padre, essendo usufruttuario della casa in cui abita - spiega Della Nina- paga l'Imu agevolata e l'imposta è tutta a suo carico. Per la dimora della figlia, invece, dovrà pagare il 75% di sua competenza con l'aliquota al 7,6 per mille. La figlia, invece, pagherà il 25% che le spetta ad aliquota agevolata, essendo la sua abitazione principale».

Comproprietà/2. Marito e moglie sono proprietari, ciascuno per metà, della casa dove vivono. La moglie ha un'altra abitazione, in comproprietà con due sorelle e la madre, dove non vive nessuno. Che cosa deve pagare?

«Per l'abitazione principale - risponde Della Nina - deve pagare la sua metà con l'aliquota al 4 per mille, per l'altra casa, invece, pagherà la sua quota con l'aliquota del 7,6 per mille stabilita per le seconde residenze».

Casa indivisa. A sollevare il caso è Leonardo di Lucca: «Mia moglie è proprietaria, con la sorella, di una casa ancora da dividere e vuota. Cosa e quanto deve pagare? Non è che poi verranno a chiederle anche la parte della sorella?».

L'esperto chiarisce che la moglie di Leonardo dovrà pagare esattamente il 50% di quella casa, sulla quale l'aliquota sarà del 7,6 per mille come seconda residenza, e che non dovrà avere alcun timore di ulteriori richieste.

Immobile variato. Una signora lucchese chiede se deve indicare come “immobile variato” una casa ereditata.

«No - risponde Della Nina - un immobile si dice variato quando viene affittato e da abitazione principale diventa secondaria. Una casa ereditata non è variata».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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