Finanza
40mila api invadono la Carducci
Entrano nel chiostro con gli studenti fatti uscire da un’altra porta
LUCCA. Quasi 40mila api invadono il chiostro interno della scuola media Carducci in piazza S. Ponziano. Accade all’improvviso poco prima di mezzogiorno. Uno sciame interminabile con in testa l’ape regina. Il preside Gabriella Nanini non perde la testa. Si attacca al telefono e prima chiama l’Asl poi i vigili del fuoco. Sono momenti di apprensione, ma nel frattempo i ragazzi all’ultimo giorno di scuola vengono fatti uscire da un’altra porta in modo da evitare l’enome nuvola grigia. In pochi minuti gli studenti sono in piazza e possono tornare a casa. Alla Carducci invece arriva una squadra di pompieri. Prima però invitano la preside a telefonare a un apicoltore fornendo anche il numero di cellulare. E l’uomo delle api è lì poco dopo mezzogiorno. Munito di tuta bianca, apposita maschera e soprattutto di una bella arnia l’apicoltore si avvicina al gigantesco sciame. Prende una scala e con occhio clinico individua l’ape regina sul ramo di un albero secolare nel chiostro della scuola. La ipnotizza e la sistema nell’arnia. Occorrerà tutta la giornata sino alle 21 di sera per completare l’operazione e consentire alle api operai - tra l’altro cariche di miele - di riempire l’arnia e liberare la scuola. Da dove sia arrivano lo sciame è difficile dirlo. Certo è che gli interventi dei pompieri in città per la presenza massiccia di insetti sono sempre più frequenti.
Prima dell’invasione delle api gli studenti della Carducci avevano subito un atto vandalico da parte dei soliti maleducati e incivili che avevano gettato a terra le biciclette degli alunni sistemate sulle rastrelliere causando danni al telaio, togliendo la catena e i sellini, capovolgendo il manubrio. Il dirigente scolastico ha avvertito la polizia municipale e i carabinieri che sono intervenuti sul posto constatando i vandalismi. Gli autori però si erano già allontanati. Lancio di uova e altri vandalismi fuori dall’Itc Carrara e solita battaglia di gavettoni, rito scolastico di antica tradizione diffuso un po’ in tutti gli istituti, nonostante molte scuole abbiano cercato di dissuadere gli studenti anche perché il rischio di provocare danni agli altri è elevato.
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