Il dolore
Smog, rumore e disagi in via del Casalino
Tassignano, i residenti chiedono maggiori controlli della polizia municipale «Il treno passa spesso e pochi spengono il motore davanti alle sbarre abbassate»
TASSIGNANO. Più controlli su via Carlo Piaggia e via del Casalino a Tassignano. Ad avanzare la richiesta sono i residenti, che si lamentano. «Non possiamo neanche tenere le finestre aperte in estate, rumore e smog non ce lo permettono».
Hanno presentato esposti, chi si è rivolto direttamente alla polizia municipale, che ha chiesto maggiori controlli direttamente al sindaco Giorgio Del Ghingaro, ma la situazione in via Carlo Piaggia, a Tassignano, non cambia.
I pochi divieti che ci sono non vengono rispettati e le persone vivono chiuse in casa, in estate e inverno.
Quando poi hanno sentito che una parte del paese non vuole il cavalcaferrovia di via dei Baccioni (inizialmente un sottopasso), che dovrebbe sgravare via di Piaggia e via del Casalino da buona parte del traffico, si sono ulteriormente allarmati.
«Non vogliamo una guerra tra paesani, comprendiamo chi non è d’accordo con la realizzazione di un cavalcaferrovia davanti alle finestre di casa, tuttavia vorremmo che qualcuno occupasse anche di noi e dei disagi con cui siamo costretti a vivere ogni giorno», dicono Mauro Arrighi e Rosetta e Adriana Gemignani, le cui case si affacciano proprio su via Piaggia.
«Di certo c’è che qui non si vive più – prosegue Mauro Arrighi – Questa via è molto trafficata, le auto la percorrono a grande velocità, nonostante un chiarissimo limite di 30 chilometri all’ora, messo per evitare incidenti, in particolare all’altezza dell’incrocio con via dei Baccioni.
«Eppure non ci sono controlli. Le pattuglie si appostano a poche decine di metri di distanza, lungo via Chelini (muniti di autovelox per multare chi supera i limiti di velocità, ndr), ma qui non vengono mai. C’è poi un altro problema: il passaggio a livello si chiude in continuazione, in pochi minuti si creano lunghe code, soprattutto nelle ore di punta e le auto, nonostante il divieto, restano con il motore acceso, nell’attesa che le sbarre si alzino. L’ho segnalato al sindaco Del Ghingaro, poco tempo fa, ho chiesto che venga fatta rispettare la legge, che qualcuno controlli, ma mi è stato risposto che se i vigili si mettono a fare multe alle auto in sosta a motore acceso, gli uffici si riempiranno di proteste. E allora noi? Le nostre proteste?»
«A volte, quando la fila arriva quasi fino a via Chelini e i motori non vengono spenti, esco e chiedo agli automobilisti di rispettare il divieto. C’è chi mi ascolta e gira la chiave di accensione, chi risponde in maniera sgarbata. Ma almeno ci provo», racconta Adriana Gemignani.
I codice della strada dice che la sosta con il motore acceso è vietata: la contravvenzione è di 33,60 euro.
Arianna Bottari
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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