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Imu, stangatina sulle seconde case sfitte

Imu, stangatina sulle seconde case sfitte

Aliquota prevista intorno al 9 per mille. E il Comune si prepara alla revisione delle rendite per eliminare le «anomalie»

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LUCCA. Resta al 4 per mille l’Imu sulla prima casa. La stangatina sarà riservata alle seconde case sfitte, dove l’aliquota ipotizzata dal Comune si aggirerà intorno al 9 per mille. Ma più che sulle aliquote, Palazzo Orsetti vuole agire sulle rendite. Vuole correggere le “anomalie”, a cominciare da quelle delle ville storiche, e vuole dividere il territorio a zone, in modo che il valore (e la rendita) dell’immobile sia determinato anche dal luogo nel quale è costruito. In parole semplici, a parità di classe catastale, una casa del centro storico non può avere la stessa rendita di una casa a San Concordio.

Per questo, l’amministrazione comunale ha appena preso contatti con l’Agenzia del Territorio: vuole affrettare l’aggiornamento delle rendite, in modo da rendere l’Imu più equa «e più vicina ai reali valori di mercato degli immobili».

Prima casa. Il Comune - annuncia l’assessore alle finanze, Antonio Sichi - terrà l’aliquota più bassa possibile sulla prima casa: «Con un bilancio al quale mancano 8 milioni in entrate non possiamo abbassare l’aliquota sulla prima casa al di sotto della tariffa base del 4 per mille stabilita dal Governo. Possiamo, però, evitare di alzarla. E questo per noi è già positivo».

Seconda casa. Il discorso, in questo campo è più articolato. «L’errore di fondo, a nostro avviso - sottolinea Sichi - è che il Governo non abbia fatto distinzione fra chi ha una seconda casa e che ha più di due abitazioni. Capita, infatti, che una famiglia abbia una seconda casa perché l’ha ereditata o perché l’ha costruita per un figlio. Non sempre, insomma, è sinonimo di lusso. Diverso, invece, il discorso è per chi possiede più appartamenti che garantiscono una reale rendita finanziaria».

Non potendo incidere sulla legge, il Comune cerca di correggere un po’ il tiro con le aliquote. E così per le seconde case l’aliquota di base resta al 7,6 per mille; per le seconde case sfitte, invece, verrà applicata un’aliquota che oscilla fra il 9 e il 9,6 per mille che lascerà al Comune un ulteriore margine di manovra in caso di emergenze finanziarie: infatti, per legge il consiglio comunale ha tempo fino al 30 settembre per modificare il regolamento di applicazione dell’Imu e di rivedere le tariffe.

Al contrario, verrà garantita un’aliquota agevolata per chi affitterà la seconda casa a canone concordato, a un affitto, quindi, calcolato non secondo i parametri di mercato. «Capiamo che con questo sistema andiamo a chiedere uno sforzo maggiore a chi ha di più senza garantire, al momento, servizi in cambio. Tuttavia - sottolinea Sichi - è anche vero che con la crisi che mette in difficoltà le famiglie cerchiamo di tutelare maggiormente l’abitazione principale. E le fasce più deboli. Magari chi ha una prima casa che è ancora gravata da un mutuo».

Le anomalie. Per il Comune la vera anomalia alla base del calcolo Imu è il mancato aggiornamento delle rendite catastali. E in vista della riforma annunciata per il prossimo anno, l’amministrazione ha preso contatti con l’Agenzia del Territorio per verificare «se è possibile accelerare l’aggiornamento del Catasto. Altrimenti - evidenzia Sichi - ci troviamo in situazioni anomale. L’esempio chiarificatore è dato dalle ville storiche. A Lucca ne risultano accatastate 101. La rendita catastale media è inferiore ai 3mila euro. Il valore medio attribuito dall’Agenzia del territorio a questi immobili, che hanno (in media) 24 vani, è di 300mila euro. Ma proprio di recente ne abbiamo trovata in vendita una a quasi tre milioni. Considerato, poi, che questi immobili godono per legge di uno sconto del 50%, finisce che pagano meno di una casa di 100 metri quadrati a S. Concordio. E questo davvero non è equo. Perciò vogliamo attualizzare i valori catastali e vogliamo anche suddividere il territorio in zone, in modo che non sia lo stesso avere una casa nel centro storico o in periferia».

Ilaria Bonuccelli

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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