Il Tirreno

Lucca

Esami diagnostici cresce il ricorso al privato

di Paola Taddeucci
Esami diagnostici cresce il ricorso al privato

Il motivo? Alcune prestazioni costano di più nelle strutture pubbliche dove i tempi di attesa sono spesso maggiori. Ecco anche i dati dei laboratori

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LUCCA. Nessun calo di prestazioni nei laboratori privati di analisi, come invece si è riscontrato nelle strutture pubbliche dell’Asl 2 e, per quanto riguarda le visite, negli ambulatori dei medici liberi professionisti. Anzi, in questi primi mesi dell’anno si è registrato un aumento intorno al 10% di richieste di esami. E questo perché alcuni test costano di più nel pubblico che nelle strutture private.

È quanto sostiene Moreno Ferroni, direttore del Lamm di via Cavalletti, sulla base dell’attività svolta non solo nella sua struttura, con circa cento accessi giornalieri, ma anche nel centro medico Martini, che ha sede in via Romana, dove anche il Lamm, peraltro, ha un centro prelievi.

Nelle strutture pubbliche dell’Asl 2, invece, nell’ultimo quadrimestre del 2011 ci sono state oltre 28mila prestazioni di laboratorio in meno rispetto allo stesso periodo del 2010. Mentre, secondo Umberto Quiriconi, presidente dell’Ordine dei medici, dall’inizio del 2012 gli associati hanno visto calare del 30% le richieste di visite a pagamento.

«Quel che accade – sostiene Ferroni – è preoccupante, fa venire i brividi pensare che si risparmi sulla salute. Ma la forbice si sta allargando sempre più tra chi ha soldi e chi non li ha. Non vorrei che si arrivasse all’assurdo di una sanità a due velocità, dopo le conquiste per una sanità più democratica: da una parte le strutture private per chi paga, dall’altra l’ospedale che deve curare chi non può pagare. Tra l’altro, con i budget ormai quasi inesistenti, alcuni privati convenzionati non possono più accettare richieste da parte di esenti dal ticket, che quindi sono tutti in carico all’ospedale. La cosa più giusta, a mio parere, sarebbe far pagare sempre chi ha soldi, sia nelle strutture pubbliche sia in quelle private. E credo che il servizio pubblico potrebbe funzionare molto meglio già da subito perché ha enormi potenzialità oggi sprecate e immobilizzate tra inghippi, ostacoli, lungaggini burocratiche spesso inutili». A giudizio di Ferroni uno dei motivi dell’aumento di richieste ai laboratori privati da una parte e il calo nelle strutture pubbliche dall’altra è da cercarsi nel costo delle prestazioni, in alcuni casi più alte nel pubblico che nel privato, dopo l’introduzione del superticket da settembre 2011. Dunque le tariffe sono fuori mercato. «Chi non è esente – dice il direttore del Lamm - per fare certi esami arriva a spendere di più in ospedale che nei laboratori privati. E oltre tutto nel pubblico ci mette più tempo sia per eseguirli sia per avere le risposte, ovviamente perché nel pubblico la mole delle prestazioni non è paragonabile a quella dei privati. Questo si verifica, per esempio, anche per un’ecografia, per la quale un utente spende 60 euro con l’appuntamento che gli viene dato, nel migliore dei casi, un mese dopo la richiesta, mentre se va a pagamento spende solo venti euro in più e il giorno dopo ha già eseguito l’esame». Che per alcuni tipi di esami i costi siano più alti in ospedale che nelle strutture private lo conferma anche l’Asl 2, precisando tuttavia che la situazione è comune a tutte le aziende sanitarie. Il pubblico, invece, rimane concorrenziale per i grandi esami come risonanze magnetiche e Tac, il cui numero, infatti, è in aumento.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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