Sicurezza
Diploma nel cassetto Giovanni preferisce dedicarsi alle pecore
Un giovane dirige l’azienda agricola Nonno Merico a Corfino Geometra, si dedica al recupero della razza garfagnina
VILLA COLLEMANDINA. Il montone si è stancato di ascoltare l’intervista e se ne va. Fra lui e la libertà c'è un fragile cancello di legno. Una, due testate. Alla terza, il cancello si apre e il montone esce, portandosi dietro tutto il gregge.
È il gregge a cui Giovanni Bernabei, 28 anni, geometra che ha votato la sua vita alla pastorizia e all’agricoltura, dedica le sue giornate, nell’agriturismo Nonno Merico di Corfino. Con mamma Natalina, alleva pecore molto speciali, quelle garfagnine, quasi scomparse e poi “recuperate” per la lana pregiata del loro mantello.
«La pecora garfagnina è stata reintrodotta da pochi anni nella sua zona d'origine - spiega Carlo Filippi, responsabile Apa (associazione provinciale allevatori) -. Questa razza era quasi in via d'estinzione, ma grazie a un lungo lavoro di ricerca, con la collaborazione del ministero per le Politiche Agricole e Forestali e del Centro di ovinicoltura di Castel del Monte, provincia de L'Aquila, dove erano stati trasferiti a metà anni Novanta gli ultimi capi, a seguito della chiusura del centro nel Parco dell'Orecchiella, sono riusciti a recuperare un primo nucleo di pecore di pura razza Garfagnina. Nel 2008, alcune di queste pecore sono state reintrodotte in alcune aziende agricole di questa valle. Attualmente i capi esistenti si avvicinano al migliaio e sono distribuiti in allevamenti della provincia di Lucca».
La principale caratteristica della pecora garfagnina è quella della sua adattabilità a climi piuttosto rigidi. Una pecora fisicamente forte che possiede un bel manto, buono per essere tosato e utilizzato per fabbricare vari prodotti di lana. Al contrario, è scarsa la produzione di latte: questa fu la causa della sua quasi estinzione in passato. Gli allevamenti infatti preferivano le razze che producevano molto latte.
Qui a Corfino invece, Giovanni Bernabei ha scommesso sulla pecora garfagnina. Ha messo il suo diploma in un cassetto e ha preferito il lavoro e la scansione del tempo della montagna. La reintroduzione della pecora nella sua zona d'origine, spiega, è stata sostenuta dalla Regione Toscana e dall'Unione dei Comuni della Garfagnana. Inoltre le aziende agricole della zona con l'associazione Lana della Garfagnana, stanno recuperando un antico mestiere che ha come perno questo animale apparso anche nei dipinti di Giotto. Con la lavorazione della lana, oggi vengono fabbricati vari oggetti in feltro: si sovrappongono e si intrecciano più strati di lana, fino a formare un tessuto impermeabile.
È tarda mattinata: i tosatori hanno finito la loro opera. Mamma Natalina prepara il pranzo per tutti. Quattro pentoloni sul tavolo: maccheroni, anatra, trippa, arrosto e vino della casa. Fuori inizia a piovere, la temperatura si abbassa. Natalina parla con il marito Alfio, i tosatori parlano fra loro. Giovanni si prepara al lavoro del pomeriggio, in questi luoghi (raccontati anche dalla trasmissione Geo&Geo) in cui il tempo mantiene la sua dimensione originaria. O, molto più probabilmente, non è mai cambiato.
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