Sicurezza
Tutti in fila per imparare a pagare l’Imu
Presi d’assalto i patronati per compilare i modelli tra proteste per la nuova imposta e la rabbia per il tempo da perdere
LUCCA. «Era tutto più semplice con l’Ici» sentenzia, esasperato, Giovanni Cataldo mentre, dopo ore di coda, attende, allo sportello del Caf dell’Inac, il proprio turno «La quota di pagamento - aggiunge - arrivava direttamente a casa, senza che fosse necessario alcuna pratica particolare per stabilirne la cifra».
Assalto ai Caf. Sono giorni di fuoco per l’Imu, ormai è prossima la scadenza della prima rata e restano dubbi sul calcolo dell’importo da versare mentre certi sono i disagi che ne derivano. Le sedi dei patronati sono prese d’assalto da cittadini che richiedono, non solo i necessari modelli da compilare, ma anche ulteriori spiegazioni, lamentando, talvolta, di essere costretti a ricorrere a tecnici specializzati che eseguano per loro il conteggio del pagamento da effettuare e dovendo, quindi, accollarsi anche tale spesa.
Un conto salato. E’ il caso di Mila Milniciuk, che, confida, che, non senza difficoltà e sacrificio, sosterrà il pagamento dell’Imu. «E’ un labirinto senza uscita. – afferma – Non entro in merito alle scelte politiche, ma, certamente, non è giusto rendere i poveri ancor più poveri». Si trova d’accordo la Patrizia Maffei che si augura un’ imposta circoscritta all’ anno corrente o che possa in futuro essere limitata alla seconda abitazione. «Aumentano le tassazioni - prosegue - e diminuiscono gli stipendi. Con due figli a carico e un mutuo acceso, io e la mia famiglia dovremo sicuramente fare molti sforzi».
La scadenza è vicina. Frattanto dilaga la paura di non arrivare a fine mese e di non riuscire concretamente a sostenere l’importo dell’Imu, andando incontro ai pignoramenti da parte di Equitalia e vedendo sfumare, così, i progetti di una vita. È quanto lamenta uno di loro in fila: dichiara di essere stato contattato dall’ufficio delle entrate che sollecitava il pagamento di quote già versate per la vecchia Ici, così come, ricorda, era successo precedentemente a seguito del nuovo regolamento del bollo auto. È un coro. Tutti scontenti e spaesati per l’ennesima tassazione sui propri beni. «Una vera ingiustizia», protesta Marco Ricco che si dice seriamente preoccupato per gli italiani ulteriormente gravati dalle spese.
In migliaia in fila. Sono queste, soltanto alcune delle migliaia di persone che affollano le sedi dei patronati per richiedere modelli e delucidazioni sul rispettivo importo dell’Imu: si contano, ad oggi, 4854 pratiche portate a termine negli uffici della Cgil, secondo i dati forniti da Simona De Prete, responsabile provinciale del centro servizi Cgil e ben 13.388 secondo i dati del patronato Inac. Ma, spiegano, «in base alle statistiche dello scorso anno, possiamo pronosticare di effettuarne altrettante nelle prossime due settimane». Si tratta di una corsa contro il tempo nelle sedi dei patronati perché le disposizioni per l’applicazione della nuova tassazione sugli immobili è arrivata solamente dopo la metà del mese di maggio, quando era già il momento del calcolo delle tasse annuali.
Scuse per i disagi. «Non possiamo far altro che scusarci con i nostri utenti per i disagi che sono costretti a sopportare in questi giorni – afferma Daniele Ciardella responsabile del settore Fisco persone del Caf della Cia – ma la normativa relativa all’Imu è particolarmente complessa e, purtroppo, la circolare del ministero che spiegava come applicare la normativa, è stata pubblicata solo il 18 maggio. Tale ritardo, ha reso ancora più difficile la già complicata applicazione di questa imposta che, rispetto alle precedenti Ici, cambia il quadro generale della tassazione». Spiega anche che a creare ulteriori slittamenti ci sono state, infine, le procedure di accatastamento e regolarizzazione dei fabbricati. Purtroppo, ancora code agli sportelli sono previste nei prossimi giorni, fino alla scadenza della prima rata del 18 giugno, ma, come spiega Daniele Ciardella, «gli sportelli del Caf si mettono comunque a disposizione dei cittadini di tutta la provincia dove siamo presenti con 52 punti. Stiamo cercando di dare un servizio di qualità, nonostante le oggettive difficoltà che abbiamo incontrato».
Altro servizio a pagina 2 e 3
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