Sicurezza
Terremoto, il prefetto sollecita controlli sui capannoni
Circolare per chiedere verifiche sulla staticità dei manufatti. Dieci Comuni non forniscono i piani di protezione civile07
LUCCA. Controlli sui capannoni industriali. Sia sui progetti, sia in loco. Dopo il terremoto in Emilia Romagna, il prefetto Alessio Giuffrida scrive ai Comuni per sollecitare verifiche sulle strutture produttive, sia industriali che agricole. Non solo. Visto che le scosse del sisma si sono avvertite anche in Lucchesia, il prefetto sollecita i sindaci a inviare i piani di protezione civile degli enti. Ma una decina di amministrazioni ancora non ha risposto alla richiesta partita da Cortile degli Svizzeri.
La lettera del prefetto è diretta ai sindaci in quanto massima autorità di protezione civile sul territorio. La richiesta di essere aggiornato sui piani di protezione civile dei Comuni è dettata dal fatto di assicurarsi che siano stati definiti, ad esempio, i luoghi di ammassamento della popolazione o le vie per eventuali fughe di massa, nel caso di terremoti o di altre catastrofi. Solo con queste informazioni, infatti, la Prefettura potrebbe coordinare enti e soggetti coinvolti nella gestione di una eventuale emergenza, come quella determinata dal terremoto.
Tuttavia, una decina di Comuni nel territorio provinciale non hanno risposto a questa sollecitazione. La mancata risposta, comunque - precisa la Prefettura - non significa «che i Comuni non abbiano redatto il piano di protezione civile. Può essere, semplicemente, che non abbiano risposto alla lettera ricevuta».
Dopo i crolli che si sono verificati in Emilia, il prefetto ha anche inviato una circolare ai sindaci perché attivino «eventualmente d’intesa con le associazioni di categoria, un programma di controlli finalizzato alla verifica della staticità delle strutture industriali o agricole, come capannoni, depositi, magazzini e così via». Lettera analoga - precisa la prefettura - è stata inviata anche alle associazioni di categorie. Secondo le indicazioni date dal prefetto, i Comuni possono attivare i controlli anche verificando sulla carta i progetti autorizzati, fatta salva, poi, la necessità di stabilire una serie di verifiche anche in loco, almeno per le situazioni che possono sembrare a rischio, magari per la tecnica di costruzione adottata. «Di sicuro la verifica della staticità dei capannoni - conclude la prefettura - è per noi una priorità. E dovrà essere garantita anche con sopralluoghi».
Ilaria Bonuccelli
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