La manifestazione
Proteste a Lammari per la chiusura della via Lombarda
Ci sono i lavori per estendere la rete dei servizi pubblici «Durano 7 giorni e nessuno ci ha avvertito: affari a picco»
LAMMARI. Proteste in località Osteria per l’imminente chiusura totale della strada nel tratto compreso fra l’incrocio tra via Lombarda e via delle Ville a via di Mulina.
A lamentarsi sono in particolar modo le attività commerciali della zone, tutte concentrate sull’incrocio, o a poca distanza da esso. Per rincasare, i residenti saranno costretti a percorrere le strade interne del paese.
A distanza di pochi metri si trovano un bar-osteria, una ricevitoria, una macelleria, un fruttivendolo- alimentari, una lavanderia, studi medici e altri commercianti ancora.
Ci sono poi numerose abitazioni.
Insomma, una piccola località da sempre votata agli affari, in grado di attirare una nutrita clientela.
Quasi un secondo centro per il paese.
Ecco perché chi ha un’attività in zona critica aspramente non tanto i lavori che il comune di Capannori sta portando avanti in via Lombarda (estensione reti), quanto il fatto di non essere stati avvertiti della chiusura imminente della strada, che al momento non è accessibile se si procede in direzione sud, ovvero dall’Osteria verso Lunata.
«Non abbiamo niente contro i lavori, anzi, siamo ben coscienti del fatto che rappresentano un grande passo in avanti per Lammari.
« Ci chiediamo, però, come mai nessuno si sia preso la briga di avvertirci che la strada verrà chiusa totalmente, e non con un senso unico alternato, come accaduto su altri tratti interessati dagli interventi», dicono i fratelli Dino e Marco Lera, che gestiscono bar e ricevitoria, Paolo Di Ricco, proprietario dell’alimentari che si affaccia su via delle Ville, e Guglielmo Del Frate, dell’omonima macelleria.
A scoprire che via Lombarda sarebbe stata chiusa al traffico per una settimana è stato proprio Dino Lera che, allarmato per la chiusura del tratto a sud dell’Osteria di via Lombarda, ha chiesto delucidazioni alla polizia municipale, la quale ha confermato la presenza di un’ordinanza di chiusura totale a decorrere dal 4 giugno (la strada, in realtà, è ancora aperta al traffico e il cantiere non si è ancora allungato sul tratto di strada a nord di via delle Ville).
«Non è che esigiamo un trattamento speciale – dice Dino Lera -, ma, visto che alcuni amministratori spesso passano dal bar, almeno potevano avvertirci, anche se non in maniera ufficiale. Forse non è stato tenuto in considerazione che per noi la chiusura totale della strada determina una notevole diminuzione degli affari. Fosse solo per un paio di giorni, potrei anche capire la mancata comunicazione, ma si tratta di una settimana, se non ci sono ritardi. In poche parole, a stare aperti ci rimettiamo. Ecco perché abbiamo deciso di anticipare le vacanze. Rimane, comunque, una forzatura».
Sulla stessa linea gli studi medici e anche il commerciante Paolo Di Ricco.
«Noi viviamo di clienti che si fermano al volo, comprano qualcosa e ripartono, perché ci troviamo su un crocevia molto trafficato. Se si chiude totalmente una strada, è chiaro che le vendite si dimezzano».
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