Gioco
Cinque banditi in fuga dopo il furto all’Unitaria
A tre mesi dall’ultimo colpo alla cooperativa di Porcari la gang ci riprova ma non riesce ad impossessarsi dei 4 computer per l’arrivo dei carabinieri
PORCARI. Come la notte tra il 16 e il 17 marzo scorso. Con l’unica differenza che stavolta la gang fa cilecca e lascia accanto alla porta d’ingresso della cooperativa la pesante refurtiva: quattro personal computer appena prelevati dalle rispettive postazioni nell’ufficio. E alla fine il bottino è davvero misero. Circa 300 euro e le monete all’interno della macchinetta del caffè che viene letteralmente aperta. La banda è composta da cinque individui tutti al di sotto dei trent’anni. Indossano un casco integrale e vestiti scuri. E sono velocissimi. Ne sanno qualcosa i carabinieri che, piombati nel piazzale della cooperativa poco dopo l’una di notte, provano invano ad inseguirli. Ma quelli scompaiono attraverso i campi circostanti.
Ancora un colpo nella notte alla cooperativa agricola L’Unitaria in via di Sesto a Porcari. Poco meno di tre mesi fa i malviventi riuscirono a fuggire con tre pc, un cellulare e poche decine di euro evitando per un soffio i carabinieri. Che, ora come allora, furono avvertiti dal custode del magazzino dell’azienda agricola che vende antiparassitari, sementi e prodotti per il giardinaggio. L’uomo funziona meglio dell’antifurto tanto che sente rumori sospetti provenire dagli uffici e memore della precedente esperienza con il cellulare compone il 112 e fa intervenire una pattuglia del radiomobile diretta dal tenente Andrea Senes.
Dopo aver aperto il cancello automatico i cinque malfattori si dirigono verso gli uffici e con un piccone - lasciato fuori dalla porta e recuperato dai militari - sfondano una finestra. L’antifurto non c’è e nemmeno un sistema di sorveglianza. Ma in certi casi la prudenza non è mai troppa e l’uso del casco integrale impedisce l’individuazione da parte di eventuali testimoni o di riprese video filmate. Una volta dentro hanno aperto i cassetti e gli armadietti impossessandosi dei soldi (300 euro, in monete e in banconote di piccolo taglio) utilizzati per la macchinetta del caffè che viene scassinata. A quel punto si dirigono verso le scrivanie e staccano dalle postazioni i quattro personal computer. Non fanno in tempo ad uscire che a poche centinaia di metri sta arrivando una pattuglia dei carabinieri. La refurtiva sarebbe d’impaccio. Così la depositano a terra davanti all’ingresso e scappano attraverso i campi. I militari provano ad inseguirli. Ma l’oscurità e il vantaggio ottenuto in partenza ne impediscono la cattura. «Prima del 2012 non avevo mai subito un furto in ufficio.- dice il responsabile dell’Unitaria - Questo è il secondo in meno di tre mesi. Una situazione inaspettata e che ci preoccupa non poco».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
