Finanza
Rose, orchidee e tablet per il nuovo consiglio
Daniela Rosellini (Cinque stelle) si guadagna il titolo di “tweetconsigliera” Qualche errore di look e il rito scaramantico del calzino bucato
LUCCA. Al posto del grembiule indosssano giacche, tailleur e cravatte. Invece di libri e cartelle hanno borse, tracolle e Ipad. Ma l'emozione è da primo giorno di scuola. In questo clima si insedia il nuovo consiglio comunale. L'emozione la fa da padrone, almeno nei momenti iniziali di insediamento, quando per i politici eletti a maggio è difficile anche orientarsi tra i banchi dell'aula e trovare il proprio posto. Proprio come a scuola. Poi, durante le ore, l'emozione e lo spaesamento sono scomparsi.
Facce nuove. I momenti di panico iniziali si spiegano in parte con il fatto che la metà dei consiglieri è alla sua prima esperienza: 16 su 32. Di questi, 14 fanno parte delle liste che appoggiano il sindaco Alessandro Tambellini, due appartengono invece dell'opposizione - Daniela Rosellini e Laura Giorgi, entrambe del Movimento 5 Stelle - mentre gli esponenti della vecchia maggioranza di centrodestra sono tutte facce già viste.
Puntualità. L'aria da primo giorno di scuola si vede subito. Tutti arrivano non solo con puntualità, ma addirittura con largo anticipo. A battere il record, tuttavia, è un consigliere navigato come Francesco Battistini, capogruppo del Pd, che entra in aula quando le luci sono ancora spente. E lo tallona un altro esperto, Matteo Garzella (Pd), che ha il compito di presiedere la seduta in quanto è il consigliere più votato. Un compito che, nel corso della seduta, gli verrà dato anche per le sedute a venire perché viene eletto presidente del consiglio.
Il calzino bucato. Matteo Garzella non nasconde l'emozione. «Sono tesissimo - confessa appena arrivato a Palazzo Santini - non credevo di provare questa emozione e spero che non mi giochi brutti scherzi, facendomi balbettare durante il discorso iniziale». L’emozione non lo tradisce: le parole scorrono abbastanza fluide, tanto da guadagnarsi molti applausi. Va detto, però, che Garzella si è affidato a una scaramanzia: un calzino bucato, indossato ovviamente in modo da non essere notato sul completo blu rigato, scelto per l'occasione. Un vestito non nuovo, ammette Garzella: «L'unico capo che mi sono comprato è la camicia bianca». E, a giudicare dai commenti entusiasti dei molti sostenitori accorsi in aula per seguirlo, il suo look è piaciuto: «Presidente, guarda come sei bello». Ad applaudirlo, peraltro, non ci sono solo amici, ma l'intera famiglia - moglie, figlio, genitori, fratello - che Matteo va ad abbracciare subito dopo l’ elezione a presidente del consiglio comunale.
Look. Battistini batte tutti sul tempo, ma lascia a desiderare sull'eleganza, scegliendo un casual stropicciato che forse si addice poco alla solennità del momento. Peggio di lui fa solo Francesco Amanti, il più giovane dell'aula consiliare, in felpa grigia. Ma ha 21 anni, è appena tornato dall'università, ha fatto in tempo a indossare i calzoni lunghi invece dei bermuda. Meglio, decisamente meglio, il principe di Galles sui toni del verde indossato dall'assessore Giovanni Lemucchi, di gran lunga uno dei più eleganti. Bene anche il suo collega Antonio Sichi, politico esperto, in gessato e cravatta. E istituzionalmente elegante il sindaco, in completo blu scuro. Sugli altri tante giacche, accostamenti poco azzeccati e stropicciature di troppo.
Le donne. Look diversificati anche per le politiche. Carla Reggiannini, eletta vicesindaco, è in tailleur pantalone nero, con camicia bianca, sul quale ha messo una cintura rossa «non per scaramanzia, ma per dare un tocco di colore». Rosso anche per l'assessore Ilaria Vietina, ma tra le dita un antico anello di famiglia «che ho voluto indossare per l'occasione». In tailleur nero pure Laura Giorgi, la più seguita insieme a Garzella avendo tra il pubblico le amiche e i due figli, con i quali non rinuncia a una foto ricordo. Abitini, camicie e pantaloni con e senza giacca sono invece i capi scelti dalle altre, senza infamia e senza lode.
Rose e orchidee. A dare un tocco di femminilità in più è, però, un'altra donna, che fino a pochi mesi fa sedeva tra quei banchi: Cecilia Carmassi, della direzione nazionale del Pd. Da lei un omaggio floreale per tutte, con l'augurio di buon lavoro: orchidee alle donne della giunta, rose rosse alle consigliere.
Cinguettii. Ci sono tanti tablet, smartphone e cellulari in bella vista, al pari dei flash dei fotografi e del pubblico, mai così numerosi. Qualcuno se li tiene davanti, ma inattivi. Altri, invece, li usano. Come Daniela Rosellini, che su Twitter informa, minuto dopo minuto, tutti i passaggi salienti della seduta tanto da guadagnarsi, sulla piattaforma che cinguetta, il titolo di tweetconsigliera. Dopo due ore dall'inizio della seduta cominciano a utilizzare i loro tablet, smarthphone e cellulari anche altri. Segno evidente di cedimento dell'attenzione, rimasta quasi perfetta - a parte qualche chiacchierata e letture personali - fino a quel momento.
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