Il Tirreno

Lucca

«Locali chiusi alle 22» è la proposta di Vivere il centro

Il comitato dei residenti protesta per gli schiamazzi e chiede anche di non spegnere i varchi durante la notte

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LUCCA. Giro di vite contro la movida notturna, più controlli in centro storico e aumento delle zone a traffico limitato. Queste le tre proposte sostanziali, anche se non le uniche, che il comitato “Vivere il centro storico” vuole sottoporre al più presto al neo sindaco. In una riunione di direttivo allargato, che ha visto la presenza di una quindicina di persone, i residenti del centro hanno elencato problemi, snocciolato episodi a sostegno delle loro proposte e rimbalzato responsabilità. E, nota di colore, hanno accolto di buon occhio i consigli dell'ex assessore Marco Chiari, intervenuto «per dare un contributo al miglioramento della città».

Pochi stalli per residenti, multe che fioccano senza tregua, inquinamento che compromette la vivibilità del centro (e non solo, a dire il vero) e schiamazzi notturni che si presentano puntuali ogni fine settimana. Problemi vecchi ai quali si risponde con soluzioni vecchie o non sempre praticabili. Come quella di chiudere i locali alle 22, in particolare quelli che hanno già ricevuto degli esposti. Annosa questione la movida lucchese. C'è chi non ne può più e chi vorrebbe di più e di più bello, perché Lucca, sintetizzano spesso le giovani generazioni, «sta diventando una città per vecchi». «Qualcosa bisogna pur fare, perché a queste condizioni è difficile andare avanti – spiega Claudio Casotti, presidente del comitato - Le malattie neoplastiche in Lucchesia sono superiori all'8 per cento rispetto alla media toscana: il motivo principale è da ricercarsi nell'inquinamento del traffico. Che propone di fare a riguardo il neo sindaco? Ridurre il traffico nel centro storico, aumentando le Ztl e le aree dove è possibile entrare solo con mezzi non inquinanti, significa diminuire l'inquinamento anche per i quartieri periferici». Tra il trasporto pubblico insufficiente e le regole che non si rispettano, i problemi si ingrossano di anno in anno finendo poi per tradursi nella sterile contrapposizione tra residenti da una parte e commercianti dall'altra. «I varchi – racconta l'ex assessore Chiari – sono nati male. L'ex Cedm (oggi Lucca Port), costato 3 milioni di euro, oggi si presenta come un capannone che sta andando in malora. Ci sono mezzi nuovi, euro zero, pronti per essere caricati di merci (escluse quelle della catena del freddo) per raggiungere la città, evitando così il via vai di furgoni e furgoncini per le strade del centro storico. In via del Fosso passano più di 4mila macchine al giorno anche se è Ztl e da quando non sono più assessore sono stati rilasciati 3mila permessi in più. Chi fa controlli?». Cconclude Casotti: «Siamo contrari a spegnere le telecamere di notte, a facilitare l'accesso al centro alle macchine e a diminuire la Ztl».

Nadia Davini

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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