Sicurezza
Favilla in aula conferma il ritiro Centrodestra ancora spaccato
LUCCA. Arriva per ultimo, mentre Alessandro Tambellini si siede, per la prima volta, al posto del sindaco. E’ senza cravatta, Mauro Favilla, ma ha la giacca per partecipare al primo consiglio...
LUCCA. Arriva per ultimo, mentre Alessandro Tambellini si siede, per la prima volta, al posto del sindaco. E’ senza cravatta, Mauro Favilla, ma ha la giacca per partecipare al primo consiglio comunale della nuova legislatura. Resta a palazzo Santini poco più di tre ore e mezzo. Il tempo di salutare e ufficializzare l’addio alla politica.
A differenza di quanto annunciato subito dopo la sconfitta elettorale, che non lo ha fatto arrivare nemmeno al ballottaggio, in consiglio comunale si è presentato «perché non volevo scomparire alla chetichella». Ma non cambia idea. Non prosegue l’attività politica. Non solo perché ha 78 anni. Si ritira perché ammette che la città «ha voluto cambiare, come ha dimostrato anche non andando a votare». Si ritira anche perché non ci si vede all’oppoisizione e perché (ancora) non c’è un progetto reale di opposizione.
Al debutto dell’amministrazione Tambellini, il centrodestra si presenta spaccato come prima e durante le elezioni. Con malumori interni e frizioni non ancora archiviate. Il primo caso scoppia a metà seduta, con l’accordo trasversale per l’elezione del presidente del consiglio comunale: si vota subito Matteo Garzella (Pd) che ha bisogno anche dell’appoggio della minoranza e in cambio il centrodestra ottiene, per la prima volta, il vicepresidente vicario dell’assemblea. E subito c’è il primo intoppo. La maggioranza si trova davanti tre candidati: Mauro Macera (Pdl), Antonino Azzarà (Udc) e Luca Leone (Impegno comune). In corsa il nodo si scioglie e viene eletto Macera, ma l’incidente intanto è successo. E non è l’unico. Le liste che appoggiavano Pietro Fazzi non si riuniscono in un gruppo unico. Avranno due capigruppo: Azzarà per l’Udc e Lido Fava (ex Pdl) per la lista civica. L’ex candidato sindaco si ritaglia il ruolo di portavoce e coordinatore dei due gruppi.
Nel Pdl la situazione non è migliore. Il ruolo di capogruppo tocca aMarco Martinelli, resta in panchina Macera nonostante l’ esperienza amministrativa anche come presidente del consiglio comunale e, fino a un paio di mesi fa, come presidente di Geal, la società dell’acqua. All’ex ministro Altero Matteoli, però, Martinelli (ex An) è più gradito e quindi passa. Macera accetta, ma fa presente che, all’interno del Pdl, il suo sarà un mandato da consigliere di opposizione «ma senza pregiudizi. Se ci saranno dei provvedimenti che ritengo buoni per la città li voterò». Non così Favilla che si dimette (al suo posto entra Giorgio Mura) «perché io non sono stato eletto. Sono in consiglio in virtù di una norma di legge che dà la precedenza ai candidati sindaci sugli altri candidati, ma io ho preso meno voti delle mie liste. Perciò mi ritiro. Ma resto disponibile, a livello personale, per collaborare se qualcuno me lo chiederà».(i.b.)
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