La protesta
Contribuenti nel mirino dell’Agenzia delle Entrate
Arrivano le lettere per stanare gli evasori fiscali, ma spesso contengono errori Si attribuiscono acquisti o beni a persone che da anni non comprano nulla
LUCCA. Dal 2003 non acquista più nulla di importante. Né auto, né case, né terreni. Eppure per l’Agenzia delle Entrate un contribuente della Piana nel 2010 avrebbe comprato un’area. E l’acquisto non sarebbe in linea con la sua dichiarazione dei redditi. Così, almeno c’è scritto nella lettera che anche in Lucchesia l’Agenzia sta inviando a centinaia di contribuenti per invitarli a chiarire la propria posizione fiscale.
Per l’ente, si tratta solo di una «comunicazione», un avvertimento informale di possibili anomalie nella dichiarazione dei redditi; per i commercialisti che devono assistere i clienti, invece, è un «redditometro», un misuratore di spesa. L’obiettivo è chiaro a tutti: individuare eventuali evasori fiscali. E convincere i contribuenti a chiarire la propria posizione prima di un accertamento formale. Le persone, però, non sono obbligate a rispondere alla lettera che, fra l’altro, non è neppure garantito venga recapitata. I commercialisti, però, invitano i clienti quanto meno a segnalare gli errori macroscopici. Può accadere, infatti - conferma il commercialista Stefano Ragghianti - che a qualche persona «venga attribuita la proprietà di un’auto di grossa cilindrata o una barca che, invece, sono state cedute. Oppure, può accadere che sulle spalle di un figlio gravi un mutuo effettivamente poco compatibile con il reddito reale, visto che a sostenerlo in parte sono i genitori. Quando si scoprono questi errori o c’è la possibilità di chiarire una posizione, è sempre meglio contattare l’Agenzia».
Questa regola - ammettono i professionisti - non vale per tutti. «E’ evidente - aggiunge Ragghianti - che la valutazione debba essere fatta caso per caso. Se una persona è già sottoposta a uno studio di settore e si vede arrivare anche una lettera di chiarimenti sull’eventuale discostamento della dichiarazione dei redditi da quanto risulta allo Stato, fa bene a prendere in seria considerazione l’azione dell’Agenzia delle Entrate». Tanto più - osserva il commercialista Giampiero Della Nina - che per chiarire o correggere l’errore spesso basta anche solo telefonare al numero indicato sulla lettera. «La comunicazione dell’Agenzia delle Entrate - prosegue il professionista - è un invito ai contribuenti a rimeditare la propria dichiarazione dei redditi. Nelle lettere si chiarisce, infatti, che la comunicazione viene inviata perché la dichiarazione dei redditi è al di sotto della spesa. A volte le informazioni fornite dai contribuenti possono essere anche corrette perché l’eventuale “anomalia” è giustificata, ad esempio, da altri tipi di reddito: basta pensare, ad esempio, a una coppia sposata dove il reddito del marito (o della moglie) è così alto da poter sostenere spese non giustificabili alla luce delle sole entrate dell’altro coniuge».
I casi sono molti. Quello che è certo è che la lettera inviata dall’Agenzia delle Entrate non ha alcuna efficacia legale. E che, se viene ignorata, non succede nulla. Resta, però, il diritto dell’Agenzia di attivare un procedimento formale che può trasformarsi in un accertamento. Al quale il contribuente non può sottrarsi. «La semplice comunicazione - conclude Della Nina - non è nulla di più di un misuratore di spesa. Una sorta di “spesometro”». Che, in qualche caso - concludono i professionisti - segnala anomalie reali, magari determinate da dati mai registrati: basta pensare a una coppia che si separa. Se l’affidamento del figlio diventa a carico esclusivo di un genitore, la detrazione passa dal 50% al 100%.
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