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Comune trasparente Tambellini debutta, l’opposizione attacca

Comune trasparente Tambellini debutta, l’opposizione attacca

Il sindaco: «Umanità nel percorso amministrativo» La minoranza: «Si deve affrancare dalla Regione»

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LUCCA. Un accenno all’ospedale, al bilancio, alle ristrettezze economiche e alla necessità di un nuovo piano strutturale. Poi una promessa: quella di rendere più trasparente il Comune e di ridurre i tempi di accesso agli atti «perché la gente ha diritto a risposte rapide e certe».

A palazzo Santini, Alessandro Tambellini assume per la prima volta un impegno da sindaco in carica a tutti gli effetti. La fascia tricolore gli attraversa l’abito. Da poco ha giurato fedeltà alla Costituzione, il «Vangelo civile» secondo Oscar Luigi Scalfaro. Per un momento, il sindaco si dilunga sulla necessità che Lucca holding, la spa che controlla tutte le partecipazioni pubbliche, «traduca in istruzioni tecniche e strategiche gli indirizzi della giunta e del consiglio comunale». In linea di massima, però, nel suo discorso di insediamento sono poche le concessioni al programma dell’amministrazione. La discussione delle linee guida del mandato viene rimandato a un prossimo consiglio comunale, da convocare nel giro di un mese. Ma questo passaggio non sfugge all’opposizione che subito prova ad attaccare. Comincia l’ex candidato sindaco Pietro Fazzi, diretto avversario di Tambellini al ballottaggio. Al sindaco chiede se le linee programmatiche che verranno ripresentate all’assemblea «saranno diverse da quelle che dovevano essere discusse nella prima seduta del consiglio comunale». L’affondo, però, tocca a Piero Angelini. L’ex sottosegretario all’Ambiente, l’ex leader della grande Dc che torna in consiglio comunale dopo quasi 40 anni e, per la prima volta sui banchi dell’opposizione, non si accontenta della risposta di Tambellini: «Presenteremo un documento più articolato al consiglio». Angelini incalza il sindaco sull’urbanistica, annunciando una battaglia contro le 160 modifiche «apportate al regolamento urbanistico in fase di approvazione definitiva, ma alle quali non si accenna nel testo adottato un anno fa. L’ amministrazione ha bisogno di una buona opposizione che la pungoli sulle emergenze, sui problemi irrisolti, che non le faccia dimenticare il peso delle inchieste giudiziarie ancora aperte sul Comune e che la costringa a mantenere una linea di autonomia rispetto alle politiche di una Regione che erode sempre di più i poteri locali». Accuse simili sul rinvio della discussione delle linee programmatiche arrivano ancheda Marco Martinelli (Pdl) pronto a opporsi ai «continui tentativi portati avanti dalla Regione e sostenuti dalle sinistre locali di ridimensionare l’autonomia della città».

Tambellini, però, ribadisce la necessità di avere un rapporto diverso con tutte le istituzioni, dalla Regione alla Provincia agli altri Comuni. E, al di là degli attacchi, ricorda di sentirsi il sindaco di tutti i lucchesi, anche di quelli che non sono andati a votare o che non lo hanno scelto. Non a caso, promette di dare gambe alla partecipazione popolare, soprattutto ora che le circoscrizioni sono scomparse «non dimenticandoci mai - aggiunge - che il cammino amministrativo deve essere intriso di umanità. Quindi, niente prevaricazione, ma neppure accettazione della logica che si può fare tutto, a patto che non sia nel mio giardino. Inoltre, l’interesse della collettività non sarà mai subordinato a quello di privati». Per questo, il sindaco promette che ci saranno frequenti verifiche di maggioranza sull’operato dell’amministrazione «servendo un centrosinistra coeso per assumere decisioni anche impopolari, ma non più rinviabili».

Ilaria Bonuccelli

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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