Il dolore
Avviso privo di valore legale: termini non perentori
Si può rispondere in 30, 40 o anche 60 giorni. Non è perentorio il termine che l’Agenzia delle Entrate dà ai contribuenti destinatari dell’avviso sulle (probabili) anomalie nella dichiarazione
LUCCA. Si può rispondere in 30, 40 o anche 60 giorni. Non è perentorio il termine che l’Agenzia delle Entrate dà ai contribuenti destinatari dell’avviso sulle (probabili) anomalie nella dichiarazione dei redditi. Non è perentorio perché la lettera che sta arrivando a centinaia di persone anche in Lucchesia, non è un accertamento.
Si tratta - conferma l’Agenzia - di «controlli formali automatizzati». Utilizzando una norma del 1973, l’ente «dà comunicazione» al contribuente di una eventuale anomalia riscontrata nella dichiarazione dei redditi. O meglio, di un’anomalia fra quanto dichiarato e quanto risulta allo Stato. Se poi, è lo Stato a non essere aggiornato, perché, ad esempio, il Pra non ha registrato il passaggio di proprietà di un’auto, perché il Catasto è indietro di 20 anni o perché non è stata registrata una sentenza di separazione, il problema viene scaricato sulle spalle del contribuente. L’Agenzia delle Entrate, infatti, impiegherebbe troppo tempo a rintracciare dalle altre amministrazioni pubbliche le informazioni che le servirebbero per verificare se esista davvero un’anomalia nella dichiarazione dei redditi. E così preferisce chiedere dati al diretto interessato.
Per ottenere queste informazioni, però, invia una lettera con Postel, non una raccomandata con ricevuta di ritorno.Per cui - conferma l’Agezia - è certa la data di spedizione, ma non esiste alcuna garanzia che la comunicazione venga recapitata. Per questo non può andare troppo per il sottile se il contribuente non risponde. «Il nostro - ammette l’ente - è un invito a fornire informazioni. Non è un contenzioso formale, tanto che accettiamo anche documentazione in fotocopia».
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