Sicurezza
Il calcolo riguarda anche chi è stato in mobilità
LUCCA. Rivalutazione della pensione possibile anche per chi è stato più di un anno in mobilità. I calcoli della pensione, infatti - spiega Libero Seghieri, direttore del patronato Inac - devono...
LUCCA. Rivalutazione della pensione possibile anche per chi è stato più di un anno in mobilità. I calcoli della pensione, infatti - spiega Libero Seghieri, direttore del patronato Inac - devono tenere conto anche degli aumenti contrattuali scattati durante il periodo di mobilità per i lavoratori che ancora erano dipendenti. In generale, invece, la pensione viene calcolata sulla base della contribuzione riconosciuta al lavoratore prima che entrasse in mobilità, senza considerare gli scatti contrattuali (e quindi gli aumenti) riconosciuti a chi era ancora dipendente.
Seghieri spiega che la rivalutazione della pensione per chi sia stato in mobilità per oltre un anno è determinata dall’articolo 3 (comma 6) del decreto legislativo 503/92 sulla riforma delle pensioni. In base a questa disposizione - sottolinea il direttore dell’Inac - la retribuzione «figurativa per ogni mese di indennità di mobilità va rivalutata in base alla variazione percentuale dell’indice delle retribuzioni contrattuali del settore di appartenza, intervenuta fra il mese stesso e quello al quale si riferisce la retribuzione presa in considerazione per la determinazione della contribuzione figurativa». Entrando nel dettaglio, Seghieri specifica anche che la rivalutazione «effettuata anche per le retribuzioni accreditate per periodi di mobilità che si collochino nell’anno di decorrenza della pensione o nell’anno precedente, scatta, per le pensioni con decorrenza dal 1° gennaio 1993, quando i periodi di mobilità risultino di durata continuativa superiore all’anno e rientrino nel periodo di riferimento per la determinazione della retribuzione pensionabile».
Quando il periodo di mobilità si collochi negli ultimi 5 o 10 anni di contribuzione «che sono quelli presi in considerazione per il calcolo della pensione, la mancata rivalutazione - denuncia il direttore dell’Inac - comporta un danno grave per il pensionato. Non avendo certezza che l’Inps abbia considerato queste rivalutazioni, invitiamo i pensionati che abbiano avuto mobilità a presentarsi ai nostro uffici per le necessarie verifiche». Nel caso in cui la pensione non sia stata adeguatamente rivalutata, infatti - annuncia Seghieri - verranno presentate all’Inps le domande di adeguamento della pensione, con conseguenti arretrati che, in molti casi, sono consistenti. Inoltre, la rivalutazione della pensione è costante: l’aumento che viene riconosciuto, grazie al corretto calcolo dei contributi figurativi sulla mobilità, resta per sempre. E’ vero che gli aumenti in qualche caso sono anche di pochi euro, ma è anche vero che in capo a un anno la rivalutazione si fa sentire».
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