Sicurezza
Contributi sbagliati, perse 800 cause ora l’Inps rimedia
L’istituto, sconfitto nei contenziosi legali con l’Inac rivaluterà i trattamenti a chi presenterà la domanda
LUCCA. A un pensionato di Massa Macinaia, la vita è migliorata di 115 euro al mese. Più 16.370 euro di arretrati. A un altro di Pieve Fosciana, la pensione è stata rivalutata - per sempre - di 82 euro al mese. Da aggiungere agli oltre 13mila euro di arretrati già riscossi. Per un pensionato di S. Pietro a Vico, invece, l’aumento perpetuo si ferma a 30 euro. Che in un anno, comunque, sono sempre 360 euro. Tutto merito di Inac. Il patronato, infatti, ha già vinto oltre 800 cause contro l’Inps di Lucca per l’errato calcolo dei contributi figurativi (si tratta di quelli accreditati senza oneri per il lavoratore nei periodi di inattività). E ora si prepara a far ricalcolare le pensioni di almeno altri 2-3mila ex dipendenti del settore privato.
Dopo le ripetute sconfitte in tribunale, infatti, l’Inps ha comunicato all’Inac che d’ora in avanti effettuerà la rivalutazione delle pensioni dietro presentazione di una domanda, senza più necessità di andare in causa. Anche perché, perdendo il contenzioso, Inps è costretta a pagare le spese legali oltre agli arretrati e alla pensione rivalutata. Considerando che, in media, ogni causa è costata fra 2.500 e 2.700 euro di spese legali, ci avrebbe rimesso, in qualche anno, 2 milioni.
Il contenzioso. Qualche anno fa, Inac si accorge che è errato il sistema di calcolo dei contributi figurativi che incidono sulla pensione. Il direttore del patronato, Libero Seghieri, si rende conto che nei contributi figurativi dovuti per i periodi di malattia, infortuni, disoccupazione non vengono considerate «la tredicesima e quattordicesima mensilità e il valore dell’indennità sostitutiva delle ferie non godute. Invece - sottolinea Seghieri - questi importi devono essere considerati nell’ammontare alla base di calcolo della retribuzione pensionabile».
In un primo momento l’Inps si oppone alla richiesta di rivalutazione delle pensioni degli ex dipendenti del settore privato. E quindi, l’Inac avvia le cause, sulla base dell’articolo 8 della legge 151 del 1981 che stabilisce che per il calcolo dei contributi figurativi si deve tener conto della «media delle retribuzioni settimanali effettivamente percepite in costanza del rapporto di lavoro nell’anno di riferimento. Perciò non possono essere escluse da questo calcolo tredicesima, quattordicesima o altre indennità».
Le sentenze. Dal 2004 la Cassazione emette sentenze, a più riprese, per confermare la tesi sostenuta dall’Inac. L’ultima è del 2010. L’Inps di Lucca, però, continua a sostenere la propria tesi e a non rivalutare le pensioni secondo il sistema di calcolo suggerito da Inac. Non a caso le ultime sentenze che danno ragione al patronato, per casi della Lucchesia sono datate 19 aprile. Dopo questa ultima ondata di sconfitte, Inps decide di cambiare linea, se non altro per evitare le spese di contenzioso. E così scrive all’Inac assicurando che, d’ora in avanti, rivaluterà le pensioni calcolate in modo errato riconoscendo anche gli arretrati. «Questa - aggiunge - è anche la dimostrazione che l’atteggiamento dell’Inps locale non è mai stato ostile nei confronti dei lavoratori. L’ufficio si è limitato ad applicare le direttive ricevute da Roma. Una volta compreso che l’indirizzo della giurisprudenza è di riconoscere un diritto maturato per effetto di una norma, la sede provinciale dell’istituto si è adeguata».
Gli effetti. La conseguenza di questa comunicazione - spiega Seghieri - è che «oggi migliaia di pensionati che erano dipendenti nel settore privato possono aspirare a una rivalutazione della pensione se al calcolo hanno contribuito anche i contributi figurativi per malattia, infortunio o disoccupazione. Perciò, in questo momento, abbiamo iniziato a chiamare tutte le persone che, in passato hanno preferito non avviare un contenzioso con l’Inps. Questi pensionati, infatti, hanno la possibilità di ottenere la rivalutazione della pensione e anche di riscuotere gli arretrati (in alcuni casi anche di 17-18mila euro) con la sola presentazione di una domanda all’Inps». Secondo il calcolo di Seghieri, nella provincia di Lucca hanno diritto a questa rivalutazione migliaia di pensionati: «Circa 3000 - dice - sono quelli che seguiamo noi direttamente. Ma penso che ce ne saranno altrettanti fra quelli che non sono appoggiati al nostro patronato».
L’importanza di questa battaglia, conclude Seghieri, non sta solo «nella possibilità di recuperare gli arretrati ma anche nel fatto che la rivalutazione mensile diventa permanente. Quindi le persone si vedono aumentare la pensione per sempre. Certo, ora che la falla si è aperta l’Inps è corsa ai ripari ed è stata approvata una norma che restringe le maglie della rivalutazione. Ma per migliaia di persone resta aperta la possibilità di recuperare cifre consistenti e di vedersi aumentare la pensione».
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