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Lucca

Collare elettrico al cane, la padrona finisce nei guai

Collare elettrico al cane, la padrona finisce nei guai

Denunciata dai vigili per maltrattamento di animali un’impiegata di Carignano Meticcio lasciato dal proprietario per un mese in un recinto senza acqua e cibo

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LUCCA. Il cucciolo di meticcio abbaia un po’ troppo. Di giorno e anche di notte. E così la padrona - un’impiegata di 49 anni residente a Carignano - decide di calmarlo con un collare elettronico. Se non fosse per quel «particolare» il cagnolino è trattato bene: lavato, curato e con cibo a sufficienza. Ma quel collare - che provoca alla bestiola scosse elettriche in grado d’influire sul suo comportamento - viene notato da alcune persone della zona che segnalano il caso alla polizia municipale. Una pattuglia di agenti nel giorno della festa della Repubblica citofona a casa della donna e scopre che la denuncia corrisponde al vero. Il cucciolo di un anno porta il collare. Per evitare il continuo latrare della bestiola. Che si mette ad abbaiare prende la scossa. I vigili stanno acquisendo dal veterinario i necessari certificati che attestino che l’animale ha effettivamente bisogno, per necessità, del Teletac. Nel frattempo la procura della Repubblica ha iscritto nel registro degli indagati padrona del cucciolo. È accusata di maltrattamento di animali in quanto per crudeltà avrebbe cagionato lesioni al cagnolino. Nel caso in cui le indagini confermassero l’assenza di necessità del collare elettronico la proprietaria del meticcio rischia una condanna da tre mesi a un anno e una multa da tremila a 15mila euro. Al momento il collare è stato posto sotto sequestro.

Cane abbandonato. Ma il caso del cucciolo sottoposto a sevizie è soltanto l’ultimo di una lunga serie. Perché troppo spesso chi acquista un animale - cane o altra specie - lo fa per correre dietro alla moda. E dopo un po’ di tempo si stanca e finisce per abbandonarlo, per non curarlo come merita ogni essere umano. Censire i proprietari di animali e impedirne l’acquisto a persone inaffidabili e che non possono poi mantenerlo sarebbe un dovere etico. E le condanne per chi si macchia di certi reati dovrebbero essere esemplari. Proprio per evitare il proliferare di situazioni border line che ingenerano poi altri problemi di sicurezza e ordine pubblico.

Sempre sabato scorso e sempre un comando di polizia municipale della Lucchesia ha denunciato il proprietario di un incrocio tra un bastardino e un pastore tedesco rinchiuso all’interno di un recinto e che da oltre un mese non riceveva la visita del padrone. Il cane era in condizioni pietose: dimagrito e aggressivo. Tanto che ha morso anche un agente. Ad accudirlo di tanto in tanto alcuni vicini che, impietositi, gli davano da mangiare e da bere. La situazione igienico-ambientale all’interno del recinto era disastrosa con escrementi che ricoprivano il terreno. Anche per il proprietario del cane è scattata la denuncia penale.

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