Finanza
In tre devono recuperare 500 ore non lavorate
In Provincia trattenute sullo stipendio ai dipendenti con un “debito orario” forte «Vogliamo essere in regola in vista del ricollocamento se l’ente chiuderà»
LUCCA. Cinquecento ore da recuperare in tre. La Provincia effettua controlli sul “debito orario” dei dipendenti e trattiene sulle buste paga cifre pari alle ore non lavorate. Nessun intento punitivo - assicura il direttore generale dell’ente, Riccardo Gaddi - ma la necessità di avere situazioni regolari, soprattutto in vista del possibile ricollocamento dei dipendenti a fine anno, quando le Province si avvieranno verso la chiusura.
I casi. Sono tre i casi più recenti. La situazione più eclatante è quella di un dipendente a tempo pieno che al 29 febbraio aveva accumulato quasi 255 ore di debito sul proprio cartellino. L’impiegato ha deciso di recuperare parzialmente il tempo non lavorato (200 ore) con trattenute sullo stipendio fino a dicembre. Così “restituirà” all’ente 2.203,65 euro e manterrà 54 ore e 59 minuti di debito orario.
C’è poi il caso di un dipendente part-time (a 18 ore settimanali)che al 31 marzo aveva 88 ore e 8 minuti da recuperare. Il lavoratore ha scelto di azzerare il debito orario rateizzando 1.012,08 euro di trattenute sullo stipendio da maggio a novembre. Infine, c’è il caso di un part-time a 30 ore settimanali il cui debito ammonta a quasi 182 ore. Per recuperare questo tempo, il lavoratore ha autorizzato l’ente a trattenere un quinto dello stipendio (fino a 120 ore); per il tempo restante si è impegnato a effettuare un plus orario giornaliero.
La gestione. In molti casi - spiega Gaddi - i dipendenti «non si accorgono di avere accumulato un debito orario importante, magari perché hanno un parente malato da assistere o devono seguire i figli più da vicino. Quando il debito orario, però, diventa pesante noi chiediamo al dipendente come voglia recuperarlo. E concordiamo una soluzione».
Gaddi precisa che il fenomeno riguarda una percentuale minima dei dipendenti della Provincia «anche se questo non ci esime dai controlli. Anzi. Io ho chiesto che venissero intensificati in previsione che a fine anno il nostro personale venga redistribuito in altri enti, se le Province si avviassero verso la chiusura. Vorrei, infatti, arrivare a dicembre con una situazione del personale il più possibile in pari sia con le ore da recuperare, sia con le ferie. Per questo prestiamo particolare attenzione agli orari. E quando vediamo situazioni di difficoltà, che possono anche essere sfuggite al controllo degli interessati mandiamo una segnalazione, in modo da concordare un piano di recupero, senza violare le leggi sull’orario massimo giornaliero».(i.b.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
