Il Tirreno

Lucca

Un salasso le abitazioni antisismiche

di Fabrizio Tonelli
Un salasso le abitazioni antisismiche

Costano il 30% in più di un edificio normale, sono ingenti anche le spese per interventi di ristrutturazioni complessi

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LUCCA. La sicurezza costa. Realizzare un edificio antisismico richiede mediamente il 30% in più rispetto a uno normale. E ristrutturare uno stabile adeguandolo alle norme può costare anche il 50% in più, al punto che progettisti e costruttori preferiscono – laddove è possibile e se l’intervento è radicale – procedere con la demolizione e la successiva ricostruzione. Insomma se avete intenzione di abitare in una casa sicura, a prova di terremoto, dovete mettere mano al portafogli e poi districarvi tra una giungla di regole e prescrizioni. In Lucchesia, dove il rischio sismico è elevato (soprattutto nella Valle del Serchio e in Garfagnana), gli eventuali interventi di ristrutturazione, se toccano strutture portanti dell’alloggio, devono quindi rispettare le norme antisismiche.

La valutazione del rischio. Preliminare a qualsiasi progetto di costruzione di nuovi edifici è la valutazione del rischio sismico della zona. Bisogna quindi verificare come un determinato luogo reagisce, dal punto di vista geomorfologico, all’azione di un terremoto. La classificazione delle zone a rischio sismico va da 1 (grado più alto) a 4 e la progettazione antisismica è obbligatoria, per l’edilizia pubblica, nelle zone 1, 2 e 3.

I costi. «Gli interventi antisismici sono costosi – conferma Alfredo Susanna, titolare di Arca Impresa – per quanto riguarda le ristrutturazioni si spende il 50% in più rispetto a un normale recupero. A volte è più conveniente costruire ex novo».

Un concetto che ribadisce anche Celestino Marchini, perito e consigliere comunale, che in commissione urbanistica si è battuto perché passasse la linea che favorisce la cosiddetta “sostituzione edilizia”. «E’ fondamentale che la nuova amministrazione comunale – dice Marchini – nella revisione del piano strutturali cambi le norme e consenta la possibilità di demolire e ricostruire. Mi sono trovato di fronte a diversi casi in cui effettuare una ristrutturazione tenendo conto dei criteri anti-sismici costava infinitamente di più che abbattere e riedificare una capanna o un rustico».

L’escamotage. Nel caso di ampliamenti di abitazioni esistente il suggerimento degli addetti ai lavori è di staccare il nuovo dal vecchio. «Nel caso di un ampliamento consistente – spiega l’ingegner Enrico Favilla – tutto il fabbricato dev’essere adeguato alle norme antisismiche. Per questo conviene staccare i due edifici in modo che solo il nuovo deve essere conforme».

I controlli. Per gli interventi in zona 3, dove rientra per esempio il comune di Lucca, è sufficiente depositare le opere al Genio Civile. C’è solo un controllo formale della documentazione, la relazione, le indagini geologiche, gli elaborati. Ma non c’è invece una verifica dei calcoli fatti che invece sta alla base dell’autorizzazione che è necessaria per gli interventi in zona 2.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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