Italia
Imu al 4 per mille per la prima casa
Borgo a Mozzano approva il bilancio con le nuove aliquote Imposta al 10 per mille per i negozi e le seconde abitazioni
BORGO A MOZZANO. Il consiglio comunale ha approvato il bilancio di previsione 2012 e il bilancio pluriennale 2012-2014. «Il bilancio che presentiamo – afferma l’assessore Pier Giovanni Papera – non è quello che l’amministrazione avrebbe voluto. Non sono queste le scelte tariffarie e le limitazioni si spesa che avremmo voluto approvare e non sono, quelli definiti, i soli interventi pubblici e le opere che avremmo voluto attuare e che da tempo la popolazione ci richiede. Il bilancio 2012 – prosegue l’assessore - deve fare i con due fattori fondamentali: i tagli progressivi alla spesa di parte corrente intervenuti negli ultimi anni e la rivoluzione introdotta dal decreto “Salva Italia” del governo Monti che prevede l’introduzione dell’Imu.
« La nostra amministrazione - aggiunge - condivide totalmente la battaglia dell’Anci che prevede la revisione dei tagli agli enti locali. Il nostro Comune ha subito dal 2009 una riduzione di trasferimenti per complessivi 723mila euro. Avremmo voluto introdurre maggiori distinzioni nell’applicazione dell’Imu sulla base delle tipologie degli immobili e sulle relative destinazioni d’uso ma i molti margini di aleatorietà sia in relazione al gettito che all’entità del fondo sperimentale di riequilibrio ce lo hanno precluso. L’incertezza della norma e la preoccupazione sulla precarietà degli equilibri di bilancio ci hanno indotto a privilegiare la prima casa con la determinazione dell’aliquota al 4 per mille e la penalizzazione per gli altri immobili».
Il Comune ha approvato le aliquote dell’imposta municipale unica che sono: 4 per mille per l’abitazione principale, 10 per mille per tutto quello che non è prima casa (quindi anche i negozi), 2 per mille per i fabbricati rurali e 10,6 per mille per le aree fabbricabili.
«Pur nella consapevolezza che il prelievo fiscale per tali immobili – continua Papera – potrà creare disagi (pensiamo soprattutto ai negozianti proprietari di locali nei centri storici, ai piccoli artigiani e piccoli imprenditori, a chi possiede un’abitazione secondaria nelle frazioni frutto di lasciti familiari ma che non produce reddito), riteniamo di non aver alternative se vogliamo sostenere il livello dei servizi pubblici locali».
«Negli ultimi anni abbiamo agito anche sul fronte della spesa attraverso la razionalizzazione delle spese di funzionamento (spese per utenze, per acquisto beni e servizi ) e la riduzione delle spesa di personale (il personale cessato non è stato sostituito). Tali manovre hanno consentito di ridurre la spesa corrente da 5milioni e 400mila euro a 5milioni e 150mila euro del 2012 lasciando pressoché invariato il livello dei servizi erogati».
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