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Lucca

Giunta rosa dei record: i due terzi saranno donne

di Ilaria Bonuccelli
Giunta rosa dei record: i due terzi saranno donne

Già ora 4 assessori su 7 sono al femminile. A completare la squadra manca l’esponente dei comunisti. Tambellini: «Scelte di bravura, non di genere»

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LUCCA. Beato (forse) fra le donne. Più del sindaco di Genova, Marco Doria, il figlio del “marchese rosso” che in giunta ha voluto 6 donne e 6 uomini. Alessandro Tambellini ha fatto meglio del collega di Sel. Ha nominato 4 assessori donna su 7 in carica e potrebbe arrivare a cinque, segnando il record di rappresentanza femminile in una squadra di governo. C’è solo da aspettare un paio di settimane. Il tempo che si è preso per decidere se far entrare (come sembra) in giunta la capolista di Sel, Katyuscia Tomei, espressione della Federazione della sinistra.

Con questa nomina annunciata (anche se ritardata) Tambellini, dunque, sarebbe alla guida di una giunta dei primati per Lucca: perché composta per due terzi da donne e per la connotazione “rossa”. Non solo. Tambellini potrebbe anche avere un vicesindaco donna se continuassero i veti sull’attribuzione dell’incarico ad Antonio Sichi, esponente di Sel che pezzi di maggioranza vorrebbero più defilato nel governo della città. Sichi non commenta e si rimette alle decisioni di Tambellini. Che, di sicuro, hanno già fatto arricciare qualche naso, soprattutto nel Pd, proprio per la nomina di un assessore donna, Patrizia Favati. Il sindaco, però, tira avanti. E difende la propria squadra a forti tinte rosa anche se non vuol sentire parlare di scelte dettate da motivi di genere. «Non ho tante donne in giunta - insiste - perché devo rispettare le quote rosa. Questo concetto non mi appartiene. Mi appartengono, invece, le scelte prese con la convinzione di aver messo le persone giuste al posto giusto».

Due frasi per rispedire al mittente le critiche sulle nomine degli assessori e sull’attribuzione delle deleghe. Che, in effetti, hanno lasciato spiazzati gli stessi amministratori. «Le donne che fanno parte della mia giunta - insiste Tambellini - sono state scelte perché sono forti, in gamba. Perché sono certo che svolgeranno al meglio i compiti per i quali sono state chiamate al governo della città. Questo concetto vale per loro e, ovviamente, vale anche per i tre assessori uomini che sono stati scelti. A cominciare da Giuseppe Pellegrini Masini (Idv). Sono convinto delle decisioni prese».

Nessun ripensamento, dunque. Nonostante i mal di pancia diffusi. «Non ho motivo - riprende Tambellini - di mettere in dubbio le scelte fatte. Sono convinto, ad esempio, del contributo che mi potrà dare Francesca Pierotti, il neo assessore ai lavori pubblici: nonostante sia giovane (ha 34 anni, ndr) è già molto preparata». E guai a toccare anche Patrizia Favati: «Anche in questo caso - replica Tambellini a chi lo attacca - è stata presa una decisione in base al criterio della qualità. Avevo da assegnare un settore delicato e spesso trascurato come quello della cultura e lei mi è sembrata la persona adatta. Sono sicuro che seguirà il settore a un buon livello». Lo stesso Tambellini dice per Ilaria Vietina (pubblica istruzione) e Carla Reggiannini «che farà bene al sociale, anche se l’ho un po’ spiazzata con questa delega».

L’avventura rosa di Tambellini, però, non si fermerà a palazzo Orsetti dove anche altre persone indicate come possibili assessori erano donne: Ava Fratello (lista Per Tambellini) e Serena Mammini (Pd). Il sindaco vuole donne anche nelle società partecipate. Nei consigli o alla presidenza. «Tutto dipende - conclude - dalle loro caratteristiche, dalle loro capacità. E da niente altro. Meno che mai dal genere».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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