Attenzione
Tambellini: riporteremo residenti in centro
Illustrati al Rotary i provvedimenti immediati: tra le priorità anche urbanistica e scuole
LUCCA. Bilancio preventivo, piano strutturale per sistemare la questione urbanistica, interventi di edilizia scolastica e abbattimento del canone per l’utilizzo del suolo pubblico in modo da far ripartire le ristrutturazioni e dare ossigeno all’edilizia. Sono questi i provvedimenti che caratterizzeranno i primi cento giorni di mandato da sindaco di Alessandro Tambellini. Il primo cittadino lo ha spiegato durante la sua visita ufficiale al Rotary club aggiungendo che intende anche fissarsi degli obiettivi temporali scanditi da linee di indirizzo da seguire.
«Abbiamo ereditato una città straordinaria che unisce un contesto di grande fascino ad alcune criticità importanti», ha esordito. E ha subito parlato dei problemi legati all’urbanistica e dell’esigenza di rimettere il territorio al passo con le caratteristiche che abbiamo ereditato. Tambellini ha spiegato che il centro storico deve tornare a riavere quelle funzioni che ha perso nel tempo in modo che torni a essere vissuto: «Per rivitalizzarlo pensiamo a un piano di funzioni che ripristini il rapporto tra la città antica e ciò che sta fuori dalle Mura. Ritengo che Lucca sarà realmente bella solamente quando tornerà a essere fruibile per i cittadini». Le chiavi di tutto sono il ritorno della residenza, che si è più che dimezzata negli ultimi quarant’anni precipitando sotto le 9mila persone, e la salvaguardia dell’artigianato e del commercio storico. Nel piano strutturale si introdurranno delle modalità che ne consentiranno la tutela. Ma il progressivo svuotamento del centro storico è dovuto anche alle difficoltà di accesso e a un sistema di trasporto pubblico locale che non funziona con una percentuale costi-ricavi del 12% che è ben lontana da quel 25/30% che rappresenta la media italiana. «In più vogliamo incentivare l’utilizzo delle biciclette con la creazione di una rete di piste ciclabili razionale che raggiunga in profondità le frazioni del territorio – prosegue –. Siamo certi che avremo sempre meno trasferimenti da parte dello Stato ma dovremo essere bravi a sfruttare le occasioni che ci arrivano dai bandi europei». Un esempio è il selciato del centro storico che presenta parecchie criticità e necessità di un intervento di manutenzione straordinaria: «in questo modo possiamo migliorare l’accessibilità complessiva della città anche per i bambini e ci consentirebbe d’inserirci nei circuiti del turismo per disabili che ogni anno sposta due milioni di persone in tutta Europa». Tra le cose da fare in agenda Tambellini pensa all’incremento del turismo e al sostegno al tessuto produttivo. Poi ancora un nuovo sistema di viabilità per migliorare il sistema stradale e porre obiettivi di sviluppo durevole. «Non siamo più disposti a firmare protocolli d’intesa ma voglio sapere se le cose si possono fare o no».
Alessandro Petrini
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