La manifestazione
Sono 1500 gli edifici a rischio
Sos dalla Regione, ma sono pochi i fondi per mettere a norma scuole, palestre, municipi e presidi Asl
LUCCA. Scuole, palestre, municipi, caserme dei carabinieri, centri Asl, uffici del giudice di pace e del corpo forestale. E’ lungo, lunghissimo, l’elenco degli edifici pubblici a rischio in Lucchesia, di quelli di importanza strategica e rilevante che hanno bisogno di essere messi a norma. Ci sono perfino gli ospedale di Barga e Castelnuovo, dove però negli ultimi anni si è intervenuti proprio per l’adeguamento sismico. Una stima della Regione reputa che in caso di violento terremoto in provincia di Lucca potrebbero crollare addirittura 1.509 edifici nei quali abitano oltre 300mila persone. Una cifra impressionante. La Regione, per incentivare la realizzazione di complessi a prova di terremoto, ha messo a disposizione incentivi promossi dal settore prevenzione sismica attraverso bandi pubblici rivolti esclusivamente agli enti locali. E promette, entro la fine dell’anno, di definire anche altri incentivi rivolti ai privati.
I comuni a maggior rischio sismico in provincia sono 22, classificati in zona 2 (nella fascia da 1 a 4, dove 1 è il valore più grave). Quattro sono stati inseriti nel 2003, si tratta di Bagni di Lucca, Borgo a Mozzano, Coreglia Antelminelli e Pescaglia. Altopascio, Capannori e Montecarlo sono in zona 3, così come Lucca e Porcari. Diciotto, quelli della Garfagnana, addirittura sono stati classificati in zona 2 fin dal 1927.
Gli enti locali hanno segnalato alla Regione 310 edifici di importanza strategica e rilevante: 231 sono stati esaminati e su 122 edifici - secondo l’ultima rilevazione della stessa Regione - si sono conclusi i lavori di adeguamento, miglioramento sismico e nuova costruzione.
Su 38 edifici i lavori sono ancora in corso:in alcuni cas i si è demolito e ricostruito, in altri lo stabile è stato chiuso e ricostruito ex novo in altra area. Su 71 edifici sono state finanziate le indagini e le verifiche sismiche;nel corso degli anni in molti di questi complessi sarà necessario realizzare interventi di adeguamento e miglioramento sismico, se non addirittura di demolizione e ricostruzione.
Al momento sono 79 gli edifici per i quali devono ancora essere attivati i programmi regionali.
Coreglia, uno dei comuni classificato in zona 2 nel 2003, per esempio ha in programma la realizzazione di due nuove scuole nel capoluogo e a Ghivizzano.
«Gli edifici scolastici comunali - spiega il sindaco Valerio Amadei - sono stati realizzati a partire dai primi anni 1950 fino a tutti gli anni 1970; dopo questo periodo sono stati eseguiti soltanto modesti ampliamenti per esigenze locali o circostanze specifiche, oltre naturalmente alla necessaria manutenzione ordinaria o straordinaria. In quegli anni il territorio comunale non si trovava in aree classificate a rischio sismico e pertanto nessuna normativa specifica in tal senso fu utilizzata nella progettazione e nella costruzione delle nostre scuole».
Ma lavori sono in corso anche in altri istituti del Comune. Così come verso le scuole è alta l’attenzione a Bagni di Lucca, un altro dei comuni finiti in zona 2 nel 2003.
«La sicurezza degli edifici scolastici è una delle priorità della nuova amministrazione - dice il neosindaco Massimo Betti -. Tra l’altro subito dopo l’insediamento abbiamo bloccato tutti i progetti di lavori perchè prima di operare vogliamo essere certi che ci siano i fondi per la sicurezza degli stabili».
Le norme e i decreti per la realizzazione di edifici anti-sismici riguardano ovviamente anche l’edilizia privata, ma di fatto sono entrate in vigore sono dal 2008.
«Le disposizioni sono diventate più stringenti proprio a partire da quell’anno - conferma il geologo Vincenzo Buchignani - e valgono non solo nel caso di nuove costruzioni ma anche per gli interventi di ristrutturazione».
E per quanto riguarda il patrimonio edilizio realizzato in precedenza? I fondi a disposizione non bastano mai, la sicurezzaresta un optional.
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