Trasporti
Rischio sismico basso ma controlli riservati solo a edifici pubblici
Impossibile fare le verifiche nei capannoni delle industrie per la carenza di personale e per i costi davvero elevati
CAPANNORI. Zona 3, ovvero area a pericolosità sismica bassa, che può essere soggetta a scuotimenti modesti. Nessun controllo particolare sugli edifici privati, capannoni compresi.
E’ la situazione della Piana, ma questo non ha impedito alle amministrazioni comunali di adottare regolamenti urbanistici che includono disposizioni ben precise per chi costruisce ex-novo e anche per chi ristruttura, come accaduto anche in altre parti della Toscana. Le regole valgono tanto per il pubblico quanto per il privato, tanto per i normali edifici quanto per i capannoni industriali. Proprio su questi ultimi si è concentrata l'attenzione dopo il crollo di molti edifici industriali nel Modenese. Al momento, i comuni (Capannori e Porcari in particolare, ovvero i due territori su cui si trovano le aree industriali più vaste, con una gran concentrazione di strutture vecchie e nuove) non hanno in previsione misure specifiche. «Noi intervenire con controlli diretti sui capannoni? Impossibile», esclama il sindaco Alberto Baccini. Porcari, insieme a Capannori, ospita un'altissima concentrazione di edifici industriali, piccoli, medi e grandi. Alcuni risalgono ad alcune decine di anni fa, altri sono di recente costruzione. Per la maggior parte ospitano industrie del settore cartario, ma non solo. Anche il metalmeccanico è molto diffuso, per non parlare dei capannoni delle imprese artigiane.
«Dopo un evento eccezionale e drammatico come il terremoto che ha colpito l'Emilia Romagna - prosegue Baccini - i comuni procedono al controllo degli edifici pubblici. Di più non possono fare. Ma si immagina che cosa sarebbe per un ente piccolo come il nostro, con poche decine di dipendenti, andare capannone per capannone a controllare? Una via impraticabile. Per non parlare delle risorse, che non ci sono. Il budget per eventuali interventi sugli edifici pubblici è di 100mila euro. Siamo ingessati dalla riduzione dei trasferimenti statali e dal patto di stabilità, figuriamoci se possiamo anche solo pensare di controllare il privato. Nel nostro regolamento urbanistico abbiamo adottato criteri particolare, che rispondono alla classificazione della zona e a questi si devono attenere tutti coloro che ristrutturano o costruiscono, pubblici e privati, civile e industriale».
Stessa situazione a Capannori, dove, tra la zona industriale del Frizzone e quella di Carraia, i capannoni non mancano.
«Non abbiamo avuto alcuna indicazione né dalla prefettura né dalla protezione civile. Come comune controlliamo solo gli edifici pubblici - spiega l'assessore all'urbanistica Claudio Ghilardi - Per quanto riguarda l'industriale, sul nostro territorio abbiamo sia strutture di nuova costruzione, che edifici vecchi. Dal 2006, come prescritto dalla legge regionale 1 del 2005 e dopo che Capannori è stato inserito in zona sismica 3, abbiamo inserito nel regolamento urbanistico nuove disposizioni, che però riguardano solo le nuove costruzioni e le ristrutturazioni. Sul resto, non possiamo intervenire. Sono previsti degli incentivi (sgravi fino al 36%) per coloro che decidono di intervenire e mettersi a norma dal punto di vista dell'antisismica, ma non è un obbligo».
Insomma, situazione simile a quella di gran parte della Toscana, dove il rischio sismico (fatta eccezione per Garfagnana e Lunigiana) è basso.
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